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Crotone, l’Arci non parteciperà a un bando comunale perché «finanziato con i soldi dell’Eni»

Il presidente Filippo Sestito: «Soldi provenienti da un’azienda che ha lasciato la città con un grave rischio ambientale»

Pubblicato il: 12/06/2024 – 17:48
di Gaetano Megna
Crotone, l’Arci non parteciperà a un bando comunale perché «finanziato con i soldi dell’Eni»

CROTONE L’Arci provinciale di Crotone ha deciso di non partecipare ad un bando del Comune pitagorico perché le attività sono finanziate con i fondi che l’ente ha ottenuto dalla transazione con l’Eni. La notizia è stata diffusa dal presidente provinciale dell’Arci, Filippo Sestito. Il bando in questione è quello relativo al “Servizio 2.3 “Pubblica Istruzione, Turismo, Cultura, Sport, Spettacolo”, e prevede l’assegnazione di contributi economici a favore di progetti e/o iniziative di intrattenimento e spettacolo per l’anno 2024”. «La decisione di non partecipare – si legge in una nota di  Sestito – è motivata dal fatto che il bando è finanziato con soldi di un accordo tra il Comune di Crotone e l’Eni, tra l’altro senza la ratifica del Consiglio Comunale». Sestito sottolinea che «l’Arci Crotone non se la sente di utilizzare fondi provenienti da un’azienda che, dopo più di 20 anni, non ha provveduto alla bonifica dell’area SIN di Crotone, lasciando la città e i suoi abitanti in una situazione di grave rischio ambientale».

Le parole del presidente Sestito

La posizione del presidente dell’Arci non rappresenta una novità, perché dal primo momento è impegnato nella battaglia contro l’Eni che vorrebbe smaltire i veleni presenti nell’area industriale della città pitagorica nella discarica di Columbra, disattendendo così le decisioni assunte con il verbale della conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre 2019, che prevede di trasportare fuori dalla Calabria le scorie industriali di Crotone.  «Siamo profondamente delusi dal fatto che, nonostante le numerose richieste della comunità locale, – scrive Sestito – l’Eni e le istituzioni locali e nazionali abbiano ignorato la necessità di bonificare l’area e garantire la sicurezza e la salute dei cittadini». Il presidente dell’Arci riaccende il dibattito della bonifica che, nell’ultimo periodo, si era assopito. Continuando, Sestito aggiunge: «Inoltre, riteniamo che i fondi previsti dal bando non siano sufficienti a promuovere iniziative significative nel campo culturale e sociale». Alle attività del bando sono, infatti, stati assegnati 50.000 euro. Una cifra piccola che non consente di «fare molto per sostenere la crescita e lo sviluppo della città». Concludendo, Sestito scrive: «Abbiamo preferito rinunciare alla possibilità di ottenere finanziamenti attraverso questo bando, perché siamo fermamente convinti che la cultura non possa essere comprata a poco prezzo e che sia indispensabile un impegno significativamente più grande da parte delle istituzioni che operano sul territorio». (redazione@corrierecal.it)

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