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A Lamezia il Santo “annebbiato” dal solito incendio a Scordovillo

Rabbia e frustrazione dei cittadini nel giorno dei festeggiamenti di Sant’Antonio. E la politica attacca Mascaro

Pubblicato il: 15/06/2024 – 7:37
A Lamezia il Santo “annebbiato” dal solito incendio a Scordovillo

LAMEZIA TERME Un incendio di quelli che non se ne vedevano da tempo, esploso proprio mentre la città, in questi giorni, affida le proprie preghiere e le proprie speranze in Sant’Antonio.
Tutto annebbiato, però, da una fittissima coltre di fumo che ha letteralmente invaso la città di Lamezia Terme e, in particolare, il quartiere Nicastro.
L’origine del rogo – come accade quasi sempre – è nei pressi del contestatissimo campo rom di Scordovillo. A quanto pare, tutto sarebbe partito dall’incendio di alcune sterpaglie, per poi propagarsi ad un cumulo di rifiuti. Tanto è bastato, però, per scatenare il solito inferno in città: aria irrespirabile, fumo e la solita – inevitabile – rabbia dei lametini.

Solito incendi, quindi, stesso copione: sui social tutta la disperazione e la frustrazione dei cittadini lametini, con il fumo – peraltro a pochi passi dall’ospedale – che ha “rovinato” uno dei giorni più attesi dell’anno con la processione del Santo Patrono. Dai richiami alla responsabilità dei cittadini (pochi) ai messaggi rivolti a sindaco e amministrazione comunale, accusati di non essere stati capaci, finora, di azzerare il “problema” Scordovillo. E poi i consueti attacchi politici, a cominciare da quello del PD di Masi: «L’ottimismo propagandistico del sindaco Mascaro di questi ultimi mesi, che faceva leva sul sostanziale aiuto economico della Regione Calabria, è il segno di ulteriore fallimento di una politica fatta di slogans e di proclami che si traducono in concreti danni per i cittadini, dal punto di vista economico e della salute. I numerosi e propagandati incontri interistituzionali che venivano presentati come la panacea per tutti i mali, con ipotesi di soluzioni immediate – data la disponibilità di ben otto milioni di euro – stentano a dare concrete risposte alla città». E ancora: «Il centrodestra al governo nazionale e regionale e l’amministrazione comunale, con in testa il sindaco, la smettano di fare solo propaganda, le elezioni sono finite. È arrivato il momento di bloccare sul nascere tutti questi episodi di tossicità che insidiano la qualità dell’aria a danno di tutti i cittadini con adeguate misure di controllo. La questione Rom non può essere risolta con i proclami, ma con un processo collettivo e sistemico di tutta la comunità amministrata».
Tutte scene già vista insomma, sperando che in vista dell’inizio ufficiale della stagione estiva, sia anche l’ultimo. (Gi.Cu.)

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