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Le mafie, le origini e le infiltrazioni: ritorna “Trame” a «futura memoria» per una nuova cultura della legalità

Al via la nuova edizione a Lamezia, dal 18 al 23 giugno 2024. Tra le novità, la mostra delle opere confiscate ai boss Campolo e Mokbel

Pubblicato il: 15/06/2024 – 12:55
di Giorgio Curcio
Le mafie, le origini e le infiltrazioni: ritorna “Trame” a «futura memoria» per una nuova cultura della legalità

LAMEZIA TERME Il tema scelto è «a futura memoria», seguendo il tracciato già segnato negli ultimi anni, e indicato a più riprese da chi, quotidianamente, affronta la criminalità organizzata attraverso complesse attività di indagine dagli uffici delle Distrettuali antimafia. La stessa «memoria» che, a Lamezia Terme e più in generale in Calabria, serve da base sulla quale continuare a costruire legalità e speranza, mattone dopo mattone, attraverso una rinnovata cultura della legalità da infondere nelle generazioni future.
Il presupposto, però, è quello di partire dall’analisi del passato, capire cosa è accaduto realmente negli ultimi decenni, e quali sono le ripercussioni – tuttora attuali – sul tessuto sociale e culturale della nostra regione e del nostro Paese.

Il messaggio della tredicesima edizione

Il messaggio e gli obiettivi di “Trame” non cambiano, e anzi si rilanciano con forza nella nuova edizione (la tredicesima) ai nastri di partenza. Dal 18 al 23 giugno 2024 la città di Lamezia Terme diventerà il “cuore pulsante” del dialogo, del dibattito e del confronto a più voci e con molteplici e diversi protagonisti: giornalisti, scrittori, figure accademiche (anche internazionali) e poi magistrati, musicisti e conduttori tv. Insomma, un parterre “stratificato” e multiforme pronto a sbarcare nella Piana lametina a ridosso della stagione estiva e con il solito entusiasmo di chi, come il direttore artistico Giovanni Tizian e il presidente di “Fondazione Trame”, Nuccio Iovene, con il supporto di una enorme e squadra ogni anno rilancia il progetto, nonostante le difficoltà. L’occasione è quella di uscire dalla consuete narrazione, spesso ormai retorica, di una terra – la Calabria – piegata su sé stessa e affossata dall’illegalità. La strada è tutt’altro che facile e l’orizzonte oltre la salita è solo un miraggio, prova ne sono le tante operazioni anti-ndrangheta condotte anche quest’anno dalle Dda calabresi e le decine di arresti di presunti boss, gregari e “colletti bianchi”.

«Ragionare su cosca è stata la mafia in questi anni»

Chiaro, in questo senso, l’indirizzo dell’edizione 13 di Trame. «Chiediamo ai nostri ospiti ma anche ai cittadini e alle cittadine – ha spiegato al Corriere della Calabria Nuccio Iovene – che verranno a ragionare insieme a noi, cosa è stata la mafia in questi anni, che cos’è e che cosa potrà essere anche sulla base della nostra capacità di reazione, di analisi e di risposta. Insieme a tutti loro ragioneremo sui vari aspetti, quello dell’infiltrazione nell’economia legale, quello relativo invece ai traffici tradizionali, quelli che hanno determinato l’accumulazione primitiva, la stagione dei sequestri di persona, per esempio, o quello del traffico di droga». E poi ci saranno una mescolanza di linguaggi, come sempre, ancora più ricca perché «ci saranno mostre d’arte e fotografiche, ma anche documentari, film, musica, teatro, performance, reading e una contaminazione che va oltre il “festival tradizionale”». «Perché – spiega ancora Iovene – per la prima volta quest’anno ci sarà “Trame in città” in cui non saranno solo i cittadini a venire da noi ma sarà il festival ad essere presente, per esempio, alla stazione centrale di Lamezia Terme, al tribunale, al Teatro Costabile di Sambiase, e Piazza Mazzini con mostre, installazioni, reading e altre attività, una diffusione del festival che è una contaminazione».

Le opere confiscate a due boss

Novità importante di quest’anno è la mostra organizzata al Museo di Lamezia Terme che aprirà il festival il prossimo 18 giugno. Si tratta di una mostra di opere d’arte confiscate a due esponenti della criminalità organizzata, Gioacchino Campolo e Gennaro Mokbel. «Sono 44 opere di maestri del ‘900, curata dal professor Lorenzo Canova. Le opere confiscate a Mokbel sono per la prima volta in assoluto esposte nuovamente al pubblico, dopo la confisca. La mostra sarà visibile durante tutto il festival, ma anche dopo, fino al 28 luglio. Sarà quindi l’occasione per continuare la presenza e il messaggio di Trame anche oltre il festival». (g.curcio@corrierecal.it)

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DI TRAME 13

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