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LE REAZIONI

Autonomia, Pd e M5S criticano Occhiuto: «Troppe parti in commedia e posizione ipocrita»

Schlein all’attacco della premier: «Non Fratelli ma Brandelli d’Italia». Conte posta un video di Meloni: «Dieci anni fa sfidava la Lega… »

Pubblicato il: 19/06/2024 – 13:10
Autonomia, Pd e M5S criticano Occhiuto: «Troppe parti in commedia e posizione ipocrita»

ROMA “Ci hanno tenuto tutta la notte in Parlamento pur di approvare l’autonomia differenziata e brandire lo scalpo del Sud prima dei ballottaggi. E così Fratelli d’Italia si piega all’antico sogno secessionista della Lega. Suggerirei che a questo punto cambiassero il nome in Brandelli d’Italia. O Fratelli di mezza Italia, visto che la stanno spaccando in due. Continueremo a batterci contro l’autonomia differenziata e il premierato insieme alle altre opposizioni, come abbiamo fatto ieri sera in una piazza unitaria e pienissima”.

Schlein e Conte all’attacco

A farsi portavoce del dissenso del centrosinistra all’autonomia differenziata voluta dalla Lega e approvata nella maratona notturna della Camera è la leader del Pd Elly Schlein su Instagram. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte su facebook: “Fratelli d’Italia, pur di portare a casa il premierato, ha ceduto allo scambio con la Lega e all’approvazione dell’autonomia differenziata che spacca il Paese. Si fanno chiamare Fratelli d’Italia ma poi dividono gli italiani in serie a, b, c”. “Giorgia Meloni oggi vogliamo ricordarla così”, aggiunge Conte pubblicando nel post un video di Meloni, datato 14 dicembre 2014, in cui afferma: “Noi sfidiamo la Lega. Vogliamo abolire le Regioni perché il regionalismo in Italia ha fallito, ha moltiplicato il malaffare, le poltrone, la spesa pubblica”.  

Occhiuto nel mirino

Nei commenti del centrosinistra viene evocato spesso il nome del governatore calabrese Roberto Occhiuto, di Forza Italia, che ha manifestato il proprio dissenso alla decisione della maggioranza di votare subito l’autonomia differenziata. “Sull’autonomia differenziata Roberto Occhiuto è politicamente ambiguo e dunque ingiustificabile, perché il senatore Mario Occhiuto, del suo stesso partito, ne aveva già votato il testo al Senato e ora il presidente della Regione parla, senza alcun imbarazzo, di errore del centrodestra nazionale rispetto alla recente approvazione del provvedimento alla Camera”, dichiara il senatore e segretario regionale del Pd Nicola Irto. Per Irto “la bramosia di potere all’interno di Forza Italia crea cortocircuiti comunicativi imbarazzanti, ma oggi è impossibile ingannare i cittadini. Noi continueremo a lottare – prosegue il senatore dem – per impedire questa torsione autoritaria a opera del centrodestra e per difendere l’unità dell’Italia e i princìpi costituzionali di eguaglianza e libertà».  Con l’autonomia differenziata e con il premierato, che ieri è passato a Palazzo Madama, «il centrodestra – ha scritto Irto sulla propria pagina Facebook – vuole spaccare il Paese e governare a Roma senza limiti e controlli, mettendo da parte il Parlamento, il presidente della Repubblica e i necessari equilibri costituzionali tra i poteri dello Stato. È ormai chiaro – ha poi precisato sul social il senatore dem – il baratto tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Avevamo scritto e detto tanto a questo proposito, sia al Senato che nelle piazze. Avevo denunciato a chiare lettere gli scopi di potere che si nascondevano dietro a questo patto politico, riprovevole, a danno dell’unità nazionale, della democrazia, della Costituzione e del Mezzogiorno”. “Occhiuto – dice a sua volta Nico Stumpo, parlamentare calabrese del Pd – vuole giocare troppe parti in commedia, invece di alzare falsi polveroni si renda conto che il suo partito ha assecondato una riforma che farà male in primo luogo ai calabresi perché divide e crea disuguaglianze. Salvo alcune timide prese di distanza, a cui non sono seguiti atti concreti, Forza Italia non ha aperto bocca durante tutto l’esame del provvedimento e ha piegato la testa davanti ad ogni mossa e ai tempi imposti dalla Lega. Peraltro – aggiunge il democratico – mentre si votava l’autonomia, sui banchi della maggioranza è stata fatta sventolare platealmente la bandiera della Regione Calabria. Invece di rilasciare dichiarazioni che non hanno alcun seguito, Occhiuto si attivi per approvare rapidamente in consiglio regionale un ordine del giorno unitario che certifichi con fermezza la contrarietà all’autonomia differenziata”.

«Il Mezzogiorno tradito»

Ancora più diretta è Mariolina Castellone, senatore M5s e vicepresidente del Senato: “Come è possibile per i parlamentari del Sud del centrodestra aver votato a favore di un disegno che nasconde i profili finanziari? Ci dispiace, ma riteniamo tardiva e ipocrita la presa di posizione del governatore forzista della Calabria, Roberto Occhiuto, il quale oggi definisce l’autonomia un errore, chiarendo che la Forza Italia calabrese si è schierata contro. Siamo di fronte a un tradimento del Sud in piena regola, consumato con il cinismo di chi pensa solo a questioni di potere. La prova della totale pericolosità di questo progetto di autonomia differenziata, sostenuto dal governo dei sedicenti patrioti di Giorgia Meloni, sta nel fatto che l’Esecutivo ha sempre voluto tenere nascosti i suoi profili finanziari. Noi l’anno scorso avevamo chiesto in commissione Bilancio del Senato un’indagine conoscitiva sul punto, ricevendo soltanto dinieghi. La ragione è semplice. Tutti sanno – prosegue Castellone – che l’autonomia non potrebbe essere a costo zero, se davvero si volessero garantire e finanziare in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale i Livelli essenziali delle prestazioni. Il fatto che il ripugnante disegno di legge Calderoli dica che la garanzia dei Lep deve avvenire nel rispetto degli equilibri della finanza pubblica, significa semplicemente che un Governo dell’austerità, che tra poco imporrà nuovi tagli al Paese in conseguenza di un folle Patto di stabilità europeo, non metterà mezzo centesimo in più per i Lep”.

Alecci: «Passa la riforma del Centrodestra»

«Oggi la Repubblica italiana non è più “una e indivisibile! Lo ha sancito un Governo di estrema destra, secessionista e a trazione settentrionale che dopo una sfiancante seduta notturna conclusa alle 7.45 di mattina, ha approvato alla Camera la legge sull’Autonomia Differenziata. Una legge che mette la parola fine a tutte le speranze di riscatto e di crescita per il Sud Italia, condannato sempre di più all’isolamento e allo spopolamento, con intere generazioni di meridionali che al posto del corredino per la nascita avranno già pronta la valigetta per emigrare. Una porcheria, una riforma sciagurata che passa alla Camera con la colpevole connivenza del massimo rappresentante della nostra regione, il Presidente Roberto Occhiuto, che oggi completa il suo tradimento nei confronti del mandato degli elettori calabresi. E con lui tutti i nostri rappresentanti alla Camera che hanno votato sì come avevano fatto Tilde Minasi, Mario Occhiuto, Fausto Orsomarso ed Ernesto Rapani al Senato. E suonano ancora di più come una beffa le dichiarazioni contraddittorie del Presidente che parla solo oggi di disegno di legge migliorabile, di errore del Centrodestra, citando i nomi di chi non ha votato la legge. Proprio lui che aveva votato a favore dell’Autonomia Differenziata nella Conferenza Stato-Regioni già nel marzo del 2023 e aveva parlato di “grande sfida e grande occasione” per la nostra regione, proprio lui che in tutti questi mesi non si è mai opposto a questa riforma scellerata sebbene non perda occasione per sottolineare il suo peso politico a Roma, proprio lui che ha provato a mischiare le carte con i soliti proclami e le solite trovate da showman (“No money, no party”), proprio lui che prima delle europee ha chiesto ai calabresi un nuovo sostegno per una Calabria più forte in Europa, quella stessa Calabria che anche lui insieme ai suoi colleghi di Governo condanna ad un futuro sempre più povero e marginale. La nostra regione sarà sempre più penalizzata e avrà sempre meno risorse per la sanità, la scuola, i trasporti, le politiche sociali, l’ambiente, mentre aumenterà a dismisura il divario tra Nord e Sud, tra regioni più ricche e regioni più povere. Tutto ciò fa male e fa male sapere che i nostri rappresentanti nelle massime sedi istituzionali sono stati complici di questa disgrazia. Ma nonostante questo, non è possibile tirarsi indietro, noi continueremo a lottare in tutte le sedi democratiche per ostacolare questa deriva secessionista e provare a dare ancora una speranza ai nostri giovani», scrive Ernesto Alecci consigliere regionale del Pd.

Critiche della Bruni

L’approvazione del Disegno di Legge sull’Autonomia Differenziata rappresenta “un pericolo concreto per l’unità e la solidarietà del Paese”. Lo ribadisce la consigliera regionale del Partito Democratico Amalia Bruni. La lunga notte di discussione al Senato che consegna il varo del progetto, se portato a compimento, “darà forma istituzionale agli egoismi territoriali della parte più ricca del Paese, amplificando e cristallizzando i divari territoriali già esistenti, con gravissimo danno per le persone più vulnerabili e indifese”. “La visione di crescita armonica per l’intero territorio nazionale richiamata anche dalla Conferenza Episcopale Calabra, non passa dalla “secessione dei ricchi” ma dalla valorizzazione delle peculiarità e di ogni realtà particolare, soprattutto delle aree più periferiche – afferma ancora Bruni -. Voglio ricordare proprio il documento dei vescovi che faceva appello al principio di sussidiarietà, citando Papa Francesco: il principio di sussidiarietà ha un doppio dinamismo: dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto”. “Questo approccio richiama l’importanza di una politica inclusiva che promuova equità e solidarietà tra le diverse regioni del Paese. Non possiamo pensare di realizzare un futuro di tutela dei diritti costituzionali per tutti – e cito la garanzia della salute e dell’istruzione come esempio – dove le Regioni-Stato, con poteri estesissimi in materie fondamentali, innescheranno una dinamica di disintegrazione delle politiche e degli interventi. Le parole chiave restano integrazione e solidarietà. Nessuno deve restare indietro”. “Questo non è il momento della rassegnazione – ha detto ancora la consigliera regionale democrat – Di fronte alle sfide poste dall’approvazione della legge sulle autonomie differenziate dobbiamo mobilitarci, partendo dall’organizzazione di occasioni di approfondimento e pubblica discussione. Siamo già impegnati per mettere in campo numerose iniziative. Non possiamo restare indifferenti: è ancora più forte la consapevolezza che il Paese avrà un futuro solo se tutti insieme sapremo tessere e ritessere intenzionalmente legami di solidarietà, a tutti i livelli”. “Dobbiamo continuare a lottare – conclude Amalia Bruni – per un’Italia più unita e solidale, dove ogni regione possa prosperare senza lasciare indietro le più vulnerabili. Solo così potremo garantire un futuro migliore alla nostra regione. La battaglia più dura inizia adesso”. (c. a.)

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