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La sirena Partenope nelle acque di Scilla

Dietro la battaglia per il Sud si giocano le carte due pesi massimi della scena politica contemporanea. Investono oggi per raccogliere domani

Pubblicato il: 10/07/2024 – 14:21
di Lucia Serino
La sirena Partenope nelle acque di Scilla

Oggi tocca all’Emilia Romagna, la regione rossa che chiese l’autonomia differenziata insieme a Lombardia e Veneto. “Grave”, l’ha buttata là per inciso il governatore campano, Vincenzo De Luca, nel monologo storicopolitico fatto in Aula a Napoli (il consiglio regionale è al centro direzionale a pochi passi dal palazzo “di” Gratteri) sul referendum abrogativo. La regione Campania, stavolta, non lascia tempo a nessuno ed è la prima a battere cassa sul voto a sostegno della richiesta di abrogazione della legge Calderoli (le altre saranno, appunto, l’Emilia Romagna, la Sardegna, la Toscana e la Puglia).

De Luca abile tessitore di alleanze

Autonomia differenziata o spacca Italia, De Luca è abile come sempre non solo a fare sfoggio del notevole côtè intelletuale di cui attrezzato, tra rimembranze risorgimentali e memoria di epiche belliche sullo spirito di patria di giovani del Sud mandati a morire a Nord. Non solo questo. È abile tessitore di alleanze utili alla causa e intercetta con molta astuzia la posizione del collega calabrese, Roberto Occhiuto. Proprio mentre quest’ultimo apriva un fronte in Forza Italia giocandosi, a sua volta, una partita di leadership all’interno del suo partito, riceveva quasi in diretta le lodi del collega napoletano: «Lo stimo molto, ha anteposto la libertà della sua comunità alle alleanze di governo». Più o meno questo la “tirata” di De Luca nel disegno di una battaglia unitaria del Sud nella quale avere dalla propria parte un governatore forzista non è di poco conto. Non è, del resto, la prima volta che i due si incrociano a distanza. E non sempre alla meglio. De Luca, anche nei mesi scorsi, aveva tentato di allineare alla sua la posizione di Occhiuto, ricevendo però una smentita qualche giorno dopo. E proprio a Napoli, senza mai fare nomi e cognomi, Occhiuto aveva messo le carte in tavola sulle modalità di relazioni col Governo, contro “i masanielli”. Un modo, neanche con troppi giri di parole, per ricordare chi è, da quale parte politica sta, il diverso rapporto con il Governo. Governo che ovviamente, ricambia.

La madre di tutte le battaglie vinta da Occhiuto

La madre di tutte le battaglie contro il Governo sostenuta da De Luca, quella sui fondi di coesione, l’ha vinta facile Roberto Occhiuto, firmando un accordo grazie  alle alleanze del suo partito. Nessuna radiografia dei capillari come invece il ministro Fitto sta facendo in Campania. Ora un nuovo scenario. La questione autonomia riapre il sipario su attori e comprimari. Occhiuto è stato chiaro con i suoi: perdiamo 90 a 10. Ma è evidente che dovrà rispondere con molta cautela al canto della sirena Partenope. È, in fondo, una questione di leadership, al di là della valutazione sui Lep e sull’abrogazione parziale della legge e dunque sulla formulazione dei quesiti. Dietro la battaglia per il Sud si giocano le carte due pesi massimi della scena politica contemporanea. Investono oggi per raccogliere domani. In termini di consenso nella propria regione, innanzitutto, per posizionamento nei rispettivi partiti, per un ruolo guida nel parterre nazionale. Ma anche, detto senza enfasi, per lasciare una traccia bella storia politica di questo Paese.  Il Sud non è mai stato tanto protagonista proprio adesso che l’Italia rischia di essere frammentata. Che paradosso. La questione Mezzogiorno è tornata prepotente in agenda proprio quando sembrava accantonata. Ma chi la rappresenterà? La sirena Partenope seduce, sì, ma tra Scilla e Cariddi è consigliata la cautela. (redazione@corrierecal.it)

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