REGGIO CALABRIA Cinque condanne, una delle quali confermata da quella in primo grado, e quattro assoluzioni. E’ la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Reggio Calabria (presidente Alfredo Sicuro, consiglieri Lucia Monaco e Giuseppe Perri) nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Riscatto” contro il clan Cordì di Locri e l’egemonia sul cimitero cittadino.
Nell’agosto 2019 l’inchiesta della Dda di Reggio Calabria aveva permesso di ricostruire l’operatività di gruppi criminali riconducibili alla cosca Cordì per estorsioni e per il monopolio sul cimitero locrese. Dall’organizzazione dei funerali alla vendita dei fiori, passando per le attività edili sulle tombe fino al trasporto dei defunti: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero gestito con modalità illecite tutte le attività legate ai servizi funebri del cimitero locrese.
Il processo in primo grado aveva portato alla condanna di 9 persone da parte del Tribunale di Locri. In parziale riforma della sentenza emessa nel novembre 2021, la Corte d’appello di Reggio Calabria, ha disposto quattro assoluzioni, quattro condanne rideterminate e una condanna confermata. Le pene più pesanti sono state inflitte a Domenico Cordì, Guido Brusaferri e Gerardo Zucco.
Albatoaei Vasile – 5 anni (conferma condanna primo grado)
Alì Giorgio – assoluzione
Alì Antonio – assoluzione
Alì Cosimo – assoluzione
Brusaferri Guido – 18 anni
Cordì Domenico – 18 anni e 6 mesi
Dieni Salvatore – assoluzione
Micale Emmanuel – 11 anni
Zucco Gerardo – 18 anni
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