Riceviamo e pubblichiamo
Apprendo, finanche da notizie di stampa, che la madre della mia ex ragazza non riesce a sopravvivere allo straziante dolore causato dall’aver rinvenuto Beatrice morta suicida nel bagno di casa.
Legittimo, condivisibile e comprensibile lo stato d’animo che alberga in una madre che, appena pochi mesi fa, ha improvvisamente perso la giovane ed amata figlia.
Parimenti, avrei anch’io bisogno di riacquistare quella serenità oramai compromessa a causa di un evidente comportamento suicidario che tanto dolore ha provocato a parenti, amici, e semplici conoscenti.
Tutti quelli che le stavano vicino sapevano del malessere che attanagliava Beatrice, ma nessuno poteva immaginare che l’avrebbe condotta a tale infausta conseguenza.
Ciò che non comprendo, però, sono le spiacevoli oltre che illegali illazioni che sconsideratamente si pretende di alimentare per dare un senso ad un insano gesto che evidentemente ha radici ben più profonde e lontane.
È alquanto inopportuno, quindi, che, peraltro senza alcun contraddittorio, vengano resi pubblici piccoli frammenti di situazioni afferenti alla relazione intrattenuta con Beatrice.
Trattasi di una narrazione distorta di (pseudo)fatti, privi di rilevanza penale, che nulla centrano con quanto accaduto.
Sul punto non temo smentita.
Pertanto, se da un lato è grave la mancanza di rispetto per il dolore che, mio malgrado, mi ha investito, dall’altro è evidente come dette avventate ricostruzioni, ben lontane dalla realtà dei fatti, rivestano carattere giuridicamente tutelabile, poiché lesive di ogni mio diritto.
Diffido, quindi, chiunque, dal proseguire su binari non consentiti, giacché riverberanti grave nocumento (anche) alla mia persona.
In mancanza, ho già conferito formale mandato al mio legale di fiducia, affinché vengano intraprese le opportune iniziative giudiziarie.
Alessandro, ex ragazzo di Beatrice
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