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Pagare i debiti e riequilibrare i conti: per le aziende boccata d’ossigeno da 109 milioni

Decreto della struttura commissariale per anticipare liquidità in favore dell’Asp di Crotone, dell’Ao di Cosenza e della “Dulbecco” di Catanzaro

Pubblicato il: 30/11/2024 – 10:15
Pagare i debiti e riequilibrare i conti: per le aziende boccata d’ossigeno da 109 milioni

CATANZARO Ammonta a 109 milioni l’anticipazione di liquidità che la struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto ha destinato a tre aziende sanitarie e ospedaliere per venire incontro ad alcune esigenze finanziarie di carattere prioritario. Con un decreto sottoscritto anche dai sub commissario Iole Fantozzi ed Ernesto Esposito e dai vertici del Dipartimento regionale, infatti, il commissario della sanità calabrese ha destinato 38 milioni all’Asp di Crotone, 18 milioni all’azienda ospedaliera di Cosenza e 53 milioni all’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro. Nel dettaglio – emerge dal decreto – «l’Asp di Crotone ha chiesto una rimessa straordinaria di euro 72.813.376,66 per poter uscire dall’anticipazione di cassa al 31 dicembre 2024 e di una rimessa di liquidità di euro 29.113.376,66 per potere affrontare le necessità aziendali ed eseguire i pagamenti programmati ed indifferibili entro fine anno». «L’azienda ospedaliera di Cosenza ha comunicato un fabbisogno di cassa stimato al 31 dicembre 2024 pari a euro 32.225.174,05. Tale richiesta è stata motivata dalla necessità di evitare il blocco dei pagamenti ai fornitori di beni e servizi, situazione che potrebbe comportare ulteriori difficoltà, inclusa la possibilità che i fornitori avanzino pretese creditorie, anche per interessi di mora, oltre alla necessità di ripristinare le cessioni delle fatture insolute alle multinazionali». Quanto alla “Dulbecco”, l’azienda catanzarese – riporta il decreto – «ha comunicato di trovarsi in una situazione di anticipazione di cassa di euro 53.975.446,55. Tale somma è necessaria per far fronte agli obblighi retributivi, contributivi e fiscali legati agli emolumenti stipendiali, nonché per rispettare gli accordi con i fornitori relativi al pagamento di debiti pregressi, evitando così la perdita dei vantaggi derivanti dall’abbattimento degli interessi moratori e dalla rateizzazione delle somme dovute. Per queste ragioni, l’Azienda ha ritenuto indispensabile un’assegnazione complessiva di almeno euro 85.916.708,13, al fine di ripianare l’anticipazione concessa dall’Istituto tesoriere e coprire le spese del mese corrente. Infatti, al netto delle spese indifferibili, la disponibilità di cassa sarebbe risultata negativa, pari a -18.507.490,13 euro».

Le “condizioni”

In pratica le tre aziende hanno prospettato «la necessità di adottare misure finanziarie urgenti per riequilibrare la situazione di liquidità e di ridurre l’esposizione con i propri tesorieri»: da qui, «tenuto conto del fabbisogno finanziario espresso, dell’ammontare di anticipazione di cassa utilizzata presso il tesoriere e dei crediti che le stesse vantavano per Fsr a destinazione indistinta», il decreto di destinazione dell’anticipazione di liquidità per 109 milioni, che trovano copertura nelle risorse della Gsa (Gestione sanitaria accentrata) e dei residui passivi del bilancio regionale. Le risorse tuttavia sono vincolate, nel senso che sono necessariamente – specifica il decreto commissariale – «destinate a superare la carenza di liquidità in cui le aziende versano ed evitare il blocco dei pagamenti verso i fornitori di beni e servizi, stipendi del personale dipendente comprensivo degli oneri a carico ente e del personale convenzionato; evitare il perpetuarsi di ulteriori interessi di mora e spese legali da parte dei fornitori di cui al Dlgs 231/2002 e di consentire alle Aziende del Ssr di chiudere transazioni vantaggiose con i fornitori; favorire il pagamento dei fornitori che hanno aderito al processo di circolarizzazione di cui al Dl 146/2020 per i quali sono state già definite le rispettive posizioni debitorie e ridurre conseguentemente gli oneri finanziari e spese legali derivanti dal mancato/parziale pagamento del debito pregresso; ridurre l’esposizione debitoria delle aziende verso il tesoriere». (a. c.)

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