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l’indagine

Scomparsa Antonio Strangio a San Luca: i resti trovati sono umani

L’ipotesi che appartengano al 42enne è sempre più concreta. Dopo che la Procura di Locri darà il via libera, sarà effettuato anche l’esame del Dna

Pubblicato il: 03/12/2024 – 21:32
Scomparsa Antonio Strangio a San Luca: i resti trovati sono umani

 Assume sempre maggiore concretezza l’ipotesi che i frammenti ossei presenti nel fuoristrada distrutto da un incendio trovato dai carabinieri il 18 novembre scorso in una zona di campagna, tra San Luca e Bovalino, siano dell’allevatore Antonio Strangio di 42 anni, scomparso da alcune settimane. L’ipotesi trova ancora più fondamento dopo che é stato accertato che i resti trovati sul fuoristrada di proprietà di Strangio sono di natura umana e non animale, come si era ipotizzato in un primo tempo. Strangio, sposato e padre di quattro figli, non ha alcun precedente per fatti di ‘ndrangheta.
La Procura della Repubblica di Locri, per stabilire definitivamente se i resti appartengono all’allevatore, ha disposto il loro trasferimento in un centro sanitario specializzato di Messina. É in questa struttura che i frammenti ossei saranno esaminati e sottoposti ad analisi tecniche, tra cui una Tac. Successivamente, dopo che la Procura di Locri darà il via libera, sarà effettuato anche l’esame del Dna.

LEGGI ANCHE: San Luca e il “mistero” su Antonio Strangio: il possibile omicidio e l’ombra della ‘ndrangheta

Le indagini e la figura di Antonio Strangio

L’allarme per la scomparsa di Strangio è scattato nel pomeriggio di lunedì 18 novembre dopo la denuncia dei familiari dell’allevatore sanluchese, sposato e padre di quattro figli, che non era rientrato a casa, né si era fatto vivo telefonicamente. Le ricerche hanno portato al ritrovamento della vettura, in prossimità della fiumara Bonamico, tra Bovalino e Bianco, dove i Ris di Messina hanno effettuato i rilievi. Nessuna pista sarebbe esclusa al momento, neanche quella che potrebbe portare ad un terribile omicidio di stampo mafioso. Quello di Antonio Strangio è un profilo già noto alle forze dell’ordine: il 42enne è, infatti, figlio del più noto Giuseppe Strangio (cl. ’54), già condannato nel ’74 a 14 anni per un omicidio commesso il 2 febbraio del 1970, conta una serie di condanne – definitive – legate ad alcuni sequestri di persona “eccellenti”: Giovanni Piazzalunga, Carlo De Feo e Cesare Casella. Le indagini degli ultimi decenni hanno permesso di inquadrare Giuseppe Strangio all’interno della potente famiglia di ‘ndrangheta dei Versaci e degli Strangio “Barbaro”. (redazione@corrierecal.it)

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