CATANZARO Contromisure per evitare un “crack” contabile. In gergo tecnico sono chiamati “accantonamenti”, per semplificare sono quelle risorse che la Regione Calabria destina verso alcuni fondi che servono a difendere gli equilibri di bilancio. Fondi per il contenzioso, per i pignoramenti, per i debiti fuori bilancio, gli “accantonamenti” sono un fattore che ingessano ulteriormente le casse dell’amministrazione ma hanno una funzione cautelativa fondamentale. Perché la prudenza, evidentemente, non è mai troppa…
Anche nell’ultima manovra varata nelle scorse settimane dalla Giunta regionale e ora all’esame del Consiglio gli “accantonamenti” sono una delle voci più consistenti: pari a oltre 129 milioni per il 2025, e a circa 118 milioni per il 2026 e poi per il 2027. «Come si può notare la rilevanza degli accantonamenti, in attuazione della normativa sull’armonizzazione dei bilanci, ha assunto dimensioni ragguardevoli», commenta la Giunta regionale nella relazione all’ultimo Bilancio di previsione. E commenta quasi amaramente, perché è evidente che questi accantonamenti riducono ancora di più la disponibilità di risorse da destinare alle politiche regionali di spesa da attuare con le risorse proprie.
«In disparte dal Fondo per le spese obbligatorie e dai contributi di finanza pubblica da erogare allo Stato», gli importi più rilevanti riguardano anzitutto – osserva la Giunta nella relazione al Bilancio previsionale – il Fondo crediti di dubbia esigibilità «che, in ragione dei ridotti stanziamenti di entrata e dell’andamento delle riscossioni nel corso del precedente quinquennio, è stato rideterminato in circa 55,95 milioni di euro nell’anno 2025, in circa 55,43 milioni di euro nell’anno 2026 e in circa 54,67 milioni di euro, nell’anno 2027». Quindi il Fondo rischi legali, pari a 6,53 milioni di euro per l’anno 2025 e a 4.98 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026 e 2027: «Tale valore – si legge nella relazione al Bilancio – è stato stimato dall’Avvocatura regionale alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali, delle somme già previste a tale fine nel bilancio regionale (stanziamenti e residui), delle risorse che la Regione ha stanziato anche nel bilancio di previsione 2025-2027 per la copertura degli atti giudiziali di pignoramento e dei debiti fuori bilancio, del grado di utilizzo del Fondo stesso nel corso degli anni, e delle considerazioni della magistratura contabile formulata in occasione della disamina dei Rendiconti della Regione. Anche in relazione a tale fondo, e al fine di comprendere l’impatto complessivo degli accantonamenti previsti dalle attuali regole contabili, si ribadisce che il valore prudenzialmente accantonato nel risultato di amministrazione dell’anno 2024 per fare fronte all’eventuale soccombenza in liti e alle passività potenziali è pari a circa 215,98 milioni di euro». E infine, accantonamenti anche – riporta la relazione – «al Fondo necessario per fare fronte ai pagamenti connessi agli atti giudiziali di pignoramento presso il Tesoriere regionale, determinato in 14 milioni di euro per le annualità 2025 e 2026 e in 13 milioni di euro per l’anno 2027; o al Fondo per dare copertura ai provvedimenti di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, pari a 2 milioni di euro; o al Fondo per passività potenziali stanziato in ciascuna delle annualità 2025-2027, pari a 10 milioni di euro; o al Fondo di garanzia per i debiti commerciali, stimato in via prudenziale nella misura massima, e pari per l’anno 2025 a circa 1,086 milioni di euro; o al ripiano del disavanzo trentennale determinatosi in occasione del riaccertamento straordinario dei residui e della sottoscrizione dell’anticipazione di liquidità di cui al Dl 35/2013, o ad altri accantonamenti prudenziali connessi all’esigenza di garantire gli equilibri di bilancio». (a. cant.)
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