CORIGLIANO ROSSANO L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha approvato il nuovo atto aziendale. E’ prevista la nascita di un distretto sanitario unico per lo Jonio, destinato a diventare il più grande dell’intera provincia, superando quello del capoluogo. Sotto un’unica egida governativa sarà l’intero territorio che va da Cariati a Rocca Imperiale passando per Corigliano-Rossano. «Il Distretto – si legge nel documento – è l’ambito per garantire una risposta integrata sotto il profilo delle risorse, degli strumenti e delle competenze professionali, in quanto prossimo alla comunità locale». La parola integrato assume un significato del tutto nuovo con la creazione del Distretto Jonico. Con una popolazione di 162.904 abitanti, questo nuovo distretto supera i confini tradizionali, incorporando un’area vasta e complessa. Per confronto, il Distretto di Cosenza/Savuto, che include il capoluogo, conta 151.918 abitanti. Questa scelta strategica concentra una grande massa critica di popolazione sotto una singola gestione, il che solleva interrogativi ma rappresenta anche un punto di partenza per la ridefinizione del servizio sanitario nella Sibaritide.
Il nuovo atto aziendale nasce anche con l’apertura del nuovo ospedale della Sibaritide, destinato a diventare il punto centrale dei servizi sanitari per il nord-est, dalla medicina territoriale a tutte le diverse specialistiche attivate nell’unico presidio ospedaliero di contrada Insiti, necessitando così di una direzione unica e coordinata. Inoltre, la riapertura di nuovi ospedali strategici, come il “Chidichimo” di Trebisacce e il “Cosentino” di Cariati, è prevista nell’Atto Aziendale.
Il documento sottolinea la necessità di un radicale cambiamento del sistema sanitario: i cambiamenti epidemiologici e dei bisogni della popolazione richiedono una innovazione organizzativa e gestionale. La creazione del mega-distretto Jonico si presenta come risposta a queste esigenze e il suo impatto pratico potrebbe rivelarsi una rivoluzione copernicana in un territorio dove la comunicazione tra le varie aree è stata storicamente inefficace. Il Distretto è polo d’integrazione sanitaria e socio-sanitaria, il punto di riferimento unico per il cittadino per l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari dell’azienda. La riorganizzazione comporta una riduzione del numero dei distretti da sei a cinque, in linea con le direttive nazionali. (redazione@corrierecal.it)
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