COSENZA Nel 2025 le imprese sono chiamate ad affrontare in maniera efficace nuove sfide, la crescita è essenzialmente legata alla capacità di intercettare opportunità e di governare l’innovazione. E per crescere occorre investire in conoscenze e competenze di livello elevato, unica possibilità per confrontarsi con le realtà consolidate. Il presidente di Confindustria Cosenza, Giovan Battista Perciaccante traccia – al Corriere della Calabria – un bilancio dell’anno ormai vicino alla conclusione. «Sono fiducioso, sono contento del lavoro che è stato fatto anche perché stiamo dando un’immagine bella di questa Calabria. Fino a poco tempo fa a far notizia erano solo i fatti di ‘ndrangheta, o la lentezza della burocrazia oggi invece diamo un’immagine decisamente diversa».
Ad essere mutata, dunque, nelle parole di Perciaccante è la percezione di una Regione che sta piano piano emergendo dalle sabbie mobili che l’hanno costretta per decenni agli ultimi posti di tutte le classifiche. «Noi di Confindustria abbiamo ospitato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rimasto soddisfatto delle realtà calabresi visitare: lo abbiamo accompagnato in due imprese importanti», sottolinea il presidente degli industriali cosentini. Che aggiunge: «Dobbiamo essere orgogliosi della nostra terra, pensate ad esempio al prestigio dell’Unical, ormai prima in Italia come ha recentemente annunciato il Censis. E poi c’è l’azione della Regione Calabria, con i bandi messi in campo, penso a quello sul turismo».
Un lavoro costante anche in Confidustria nazionale, grazie «al vicepresidente del Mezzogiorno, Natale Mazzucca. Ha fatto un gran bel lavoro per quanto riguarda la “Decontribuzione Sud“, per i calabresi è una grossa conquista perché serve a dare una mano alle nostre aziende e superare il gap con quelle del Nord», continua Perciaccante.
Guardando al futuro, l’obiettivo indicato dal presidente di Confindustria Cosenza è chiaro: favorire l’arrivo di nuove imprese pronte ad investire sul territorio cosentino e calabrese. «Molte aziende hanno interesse a venire in Calabria, a Cosenza ci sono società di informatica che stanno crescendo e anche nel settore agroalimentare ci sono possibilità concrete di investimenti da parte di aziende emiliane». Il rovescio della medaglia però restituisce una Calabria incapace di intercettare alcune ghiotte opportunità. «Io sono un sibarita, per la provincia di Cosenza è stata una sconfitta aver perso l’investimento nel porto di Corigliano Rossano da parte di Baker Hughes. Ci sono stati dei problemi che non l’hanno permesso, però questo deve farci riflettere: ci sono aziende sane pronte ad investire, è un’occasione per far crescere anche le nostre imprese». (f.b.)
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