Il luogo è di per sé magico, il tempo che scorre ed un piccolo corso d’acqua sembrano aver modellato l’ambiente in modo tale da farne lo scenario ideale per costruire il suggestivo percorso di un presepe vivente. Siamo in contrada Guglielmo di Acri, qui i cittadini – su iniziativa dell’Associazione Culturale il Faro-Pietro Fusaro – danno vita, infatti, ad un presepe che riscuote, di anno in anno, una crescente attenzione. Quella prevista per i prossimi 26 e 27 dicembre, dalle 15.30 alle 20.00, è l’ottava edizione realizzata con il co-finanziamento della Regione Calabria-Avviso attività culturali 2023 -PAC 2014-2020 Azione 6.8.3. e con il patrocinio del Comune di Acri e della Provincia di Cosenza.
Tradizione e spiritualità si fondono per regalare un’esperienza davvero unica ai visitatori con il presepe che è uno degli appuntamenti più attesi del periodo natalizio, essendo la conseguenza di un impegno che si protrae per diverse settimane.
L’edizione 2024 si caratterizza anche per le emozioni vissute dai protagonisti «lo scorso 14 dicembre – sottolinea il presidente dell’Associazione “Il Faro”, Giorgio Sposato – in occasione della chiusura dei festeggiamenti dell’ottocentenario del presepe realizzato da San Francesco a Greccio, siamo stati ricevuti in udienza da Papa Francesco, rappresentare la nostra comunità davanti al Papa è stato un momento di grande emozione e orgoglio. Con il presepe vogliamo infatti mettere in scena non solo una rappresentazione che interroga la nostra fede ma anche raccontare le nostre comunità, soprattutto quelle di dimensioni ridotte ma con una grande tradizione di storia e cultura, e con una spiccata propensione alla collaborazione, all’impegno comune». «Il presepe – continua Sposato – quest’anno si sviluppa lungo un percorso di un chilometro con 20 postazioni rese suggestive dalle luci e dalla musica, i figuranti sono 100 e questo da la dimensione di come tutta la comunità di Guglielmo di Acri in prima linea per rendere possibile la manifestazione». Di certo il Presepe allestito nella piccola frazione del Comune di Acri ha dalla sua la posizione, il centro è infatti incastonato tra maestose montagne che tuttavia consentono agli occhi di estendere lo sguardo fino al mare in un impasto di emozioni sollecitate dall’ambiente e dalla scenografia del percorso. Ogni scena è curata nei minimi dettagli, il cammino è accompagnato dallo scroscio dell’acqua che scorre nel vicino ruscello, i passi sono scanditi dai rumori che popolano il presepe e dalla musica che accompagnano i visitatori alla scoperta di costumi, antichi mestieri, piatti della tradizione agroalimentare. «Abbiamo immaginato – sottolinea Giorgio Sposato – un viaggio nel tempo, con fabbri, falegnami, filatrici, lavandaie, soldati, tutto immerso in un contesto che porta a ritrovarsi, passo dopo passo, di fronte al mistero più grande dell’umanità. Il presepe è di certo un cammino nel passato ma è anche e soprattutto un momento di celebrazione collettiva dove ciascuno può trovarsi di fronte, e condividerli, i valori dell’autenticità e dell’aggregazione. Per noi e per i visitatori è un’esperienza immersiva lunga due giorni ma i suoi frutti durano a lungo». (redazione@corrierecal.it)
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