SAN GIOVANNI IN FIORE Diverse centinaia di persone hanno partecipato ai funerali di Serafino Congi nell’Abbazia florense di San Giovanni in Fiore, celebrati alle ore 15 di oggi da padre Giuseppe Lombardi e dagli altri parroci locali. C’erano anche gli amici storici di Serafino, arrivati da Firenze, Milano e altre città italiane, a dare l’estremo saluto al 48enne, deceduto per arresto cardiaco nella serata dello scorso 4 gennaio: durante il trasporto in un’ambulanza medicalizzata all’ospedale di Cosenza, dopo lunga, inspiegabile attesa del mezzo all’interno del Pronto soccorso di San Giovanni in Fiore.
È stata una cerimonia silenziosa come la passeggiata di martedì 7 gennaio, organizzata dall’associazione Fiori Florensi, con cui migliaia di sangiovannesi avevano espresso profondo ma composto dolore per la scomparsa prematura di Serafino, che ha lasciato la moglie Caterina e due figlie ancora minorenni, i genitori Giovanni e Rosa, la sorella Jennifer, la suocera Luisa, i parenti e tutti gli altri affetti. Nell’omelia, padre Lombardi ha confortato i familiari di Serafino e gli altri presenti.
«È solo affidandosi a Cristo – ha detto il sacerdote – che si superano le difficoltà, come fece l’apostolo Pietro». «Anch’io – ha aggiunto – sono arrabbiato per quanto accaduto, ma ora non è il momento delle polemiche. Bisogna invece restare uniti e mantenere il senso di comunità, pure per il futuro». Davanti alla porta della chiesa, poco prima della benedizione del celebrante, campeggiavano dei palloncini di colore rosso, blu e bianco, poi liberati in aria. Serafino era tifoso del Cosenza e la sua esperienza di vita – è l’auspicio di molti giovani sangiovannesi – può servire a risvegliare le coscienze; a superare le divisioni alimentate dall’individualismo che domina oggigiorno; a ritrovarsi nell’impegno comune per i diritti e la dignità collettiva, pensiero che ha espresso a chiare lettere lo stesso padre Lombardi. Un forte e prolungato applauso ha accompagnato l’uscita della bara dall’Abbazia florense. È stato un altro momento di commozione collettiva. La comunità di San Giovanni in Fiore ha dimostrato sentita vicinanza alla famiglia di Serafino, che era tanto conosciuto in città, benché si fosse stabilito a Cosenza da anni. Da ragazzo, Serafino amava il calcio e giocava in porta. Era stato anche uno sciatore e un campeggiatore, sempre affascinato dai monti della Sila. Figlio di due professionisti molto stimati nella città silana, la madre ex docente di Lettere, il padre già funzionario pubblico, fu testimone e protagonista della bella stagione degli anni ’90, caratterizzata dalla vitalità e dalla coesione giovanile. Allora i cellulari e i social non esistevano, i rapporti umani erano più intensi e le nuove generazioni si incontravano lungo via Roma, che pullulava di ragazzi e motocicli; ciascuno sognava che quel mondo non si trasformasse.
A San Giovanni in Fiore è rimasta traccia di quella visione dell’umanità. L’hanno dimostrato i suoi cittadini, unendosi con rara ma vera compassione al lutto dei familiari di Serafino, che non dovrà essere dimenticato. (redazione@corrierecal.it)
Senza le barriere digitali che impediscono la fruizione libera di notizie, inchieste e approfondimenti. Se approvi il giornalismo senza padroni, abituato a dire la verità, la tua donazione è un aiuto concreto per sostenere le nostre battaglie e quelle dei calabresi.
La tua è una donazione che farà notizia. Grazie
x
x