CROTONE Sarà sospesa l’autorizzazione ad utilizzare il deposito temporaneo D15 per il trasferimento dei veleni attualmente stipati nella discarica a mare a Crotone. L’autorizzazione era stata introdotta dal Decreto 1 agosto 2024 emanato da Luca Proietti, direttore della Direzione generale economia e bonifica del ministero dell’Ambiente. La decisione è stata annunciata oggi a conclusione della Conferenza dei servizi tenutasi questa mattina presso il ministero dell’Ambiente. La Conferenza dei servizi era stata convocata in seguito alle iniziative messe in campo da Regione Calabria, Comune e Provincia di Crotone per chiedere l’annullamento del decreto 1 agosto. Il ministero, probabilmente, in attesa della pronuncia del Tar, dove sono stati depositati alcuni ricorsi, ha deciso di sospendere l’efficacia della parte del decreto che autorizza l’utilizzo del deposito temporaneo.
Non si tratta di una scelta di poco conto, perché senza l’utilizzo di quella vasca di contenimento (deposito D 15), costruita da Eni Rewind all’interno del sito dell’ex Pertusola Sud, le attività di bonifica si fermano. Il decreto Proietti, emanato l’1 agosto dopo la Conferenza dei servizi del 26 giugno 2024, autorizzava l’uso del deposito D15 per il trasferimento temporaneo dei veleni presenti nella discarica a mare. I lavori di bonifica della discarica a mare, con il trasferimento nel deposito D15, potevano così iniziare nonostante il vincolo imposto dal Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) approvato il 2 agosto 2019. Che impone di trasferire i veleni fuori dalla Calabria. Il Decreto 1 agosto prevede, invece, di utilizzare la discarica di Columbra che si trova a Crotone. Proprio per aggirare l’ostacolo del vincolo del Paur il Decreto Proietti autorizzava Eni Rewind ad utilizzare il deposito D15. Trattandosi di un deposito temporaneo quei veleni non poteva essere tenuti fermi per più di tre mesi. Con questa procedura, quindi, Eni Rewind poteva tranquillamente trasportarli nell’impianto di Crotone di proprietà del gruppo Vrenna. In questo modo il Puar, i suoi vincoli il Pob fase 2 approvato con la conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre 2019 non avrebbero più avuto nessun valore. Questa mattina, quindi, il ministero ha annunciato di volere tornare sui propri passi, anche se con una scelta non definitiva. Come si legge in una nota diffusa dal Comune di Crotone «l’oggetto della riunione era la revisione del decreto direttoriale dello scorso 1 agosto».
«Il nodo cruciale della discussione» appunto «è stato il trasferimento dei rifiuti pericolosi delle ex discariche a mare. Regione, Provincia e Comune – si legge – hanno ribadito che i rifiuti pericolosi devono essere smaltiti fuori regione così come previsto dal POB fase 2». Il sindaco, a fronte delle dichiarazioni di Eni in ordine alla responsabilità dei ritardi accumulati, nel suo intervento ha evidenziato tutti i ritardi di Eni: «Chi paga per tutto questo tempo perso? Si sono rincorsi “gli alberelli magici” o proposte le “collinette dei veleni” e le discariche all’estero esistevano solo che sono state ricercate in ritardo» ha detto il sindaco.
E sul ricorso presentato a sua volta da Eni verso le diffide di Regione, Provincia e Comune: «Noi difendiamo il nostro territorio e la salute dei nostri cittadini. Voi fate ricorsi per allungare ancor di più i tempi», ha detto il sindaco di Crotone, che ha aggiunto: «È una mancanza di rispetto nei confronti dei crotonesi. Assumetevi le vostre responsabilità ed eseguite la bonifica così come è previsto».
«La decisione della sospensione delle attività di deposito temporaneo in attesa di approfondimenti, in contestuale vigenza del divieto di conferimento nel territorio della Regione è un atto di buon senso e che va nella direzione di non lasciare alcun rifiuto sul territorio, neanche temporaneamente». Concludendo, il sindaco ha detto: «Riserviamo comunque una più attenta valutazione della portata del provvedimento preannunciato, non appena ci verrà comunicato». (redazione@corrierecal.it)
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