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Proposta di legge di Rosaria Succurro: 78 milioni per rilanciare gli ospedali montani

La proposta della consigliera regionale prevede reparti obbligatori, personale qualificato e incentivi per medici e infermieri

Pubblicato il: 02/01/2026 – 15:28
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Proposta di legge di Rosaria Succurro: 78 milioni per rilanciare gli ospedali montani

REGGIO CALABRIA La consigliera regionale della Calabria Rosaria Succurro (Occhiuto Presidente) ha elaborato una proposta di legge «per potenziare l’assistenza ospedaliera nelle aree montane, con particolare riferimento alla riorganizzazione e al pieno rilancio dei presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli». “L’articolato – è detto in un comunicato – nasce dalla consapevolezza che, a partire dal 2009-2010, il Piano di rientro dai disavanzi sanitari ha prodotto uno smantellamento degli ospedali montani, senza che sia stata rafforzata la medicina territoriale. È stata una scelta che ha inciso in modo diretto e negativo sulla possibilità, per gli oltre centomila cittadini delle aree interne della Calabria, di accedere tempestivamente alle cure occorrenti». «Le comunità che vivono nelle aree montane della Calabria – afferma Rosaria Succurro in una nota – hanno diritto ad un’assistenza ospedaliera efficace e completa. Il principio da seguire è che il paziente va curato sul posto, salvo i casi che richiedono prestazioni ultra-specialistiche non erogabili localmente». «La proposta di legge – si afferma ancora nel comunicato – introduce la definizione di “Ospedale di area montana qualificato” e stabilisce per questi presìdi dotazioni obbligatorie di reparti e servizi essenziali, tra cui Chirurgia generale con terapia intensiva post-operatoria, Cardiologia con Utic e Cardiologia interventistica, Pronto soccorso operativo h24, Radiologia e Laboratorio analisi h24, Anestesia e Rianimazione, Medicina interna e, dove appropriato, Ostetricia-Ginecologia con Punto nascita. Il testo normativo stabilisce inoltre che la gestione delle emergenze-urgenze e delle patologie tempo-dipendenti debba avvenire prevalentemente sul posto, limitando i trasferimenti verso centri hub e spoke ai soli casi clinicamente necessari e impedendo che il trasferimento diventi una prassi sostitutiva di prestazioni erogabili localmente. Ampio spazio è dedicato alla dotazione di personale, con numeri minimi vincolanti e con l’introduzione di misure di incentivazione per medici, infermieri e operatori sanitari che scelgano di lavorare negli ospedali montani. La proposta prevede anche accordi con università e scuole di specializzazione per favorire formazione, rotazioni cliniche e stabilità professionale. Sul piano finanziario, la legge istituisce un Fondo regionale per gli ospedali di area montana qualificati, con una copertura complessiva di 78 milioni di euro nel primo triennio, destinati ad interventi strutturali e tecnologici ed al rafforzamento degli organici». «Questa iniziativa era necessaria – dice ancora la consigliera Succurro – anche alla luce di fatti tragici che hanno colpito le comunità montane calabresi e che dimostrano quanto il fattore tempo e la possibilità di essere curati vicino casa possano fare la differenza tra la vita e la morte». Succurro, già sindaca di San Giovanni in Fiore e già vicepresidente di Uncem Calabria, rivendica «il legame diretto tra la sua esperienza amministrativa e l’impegno per le aree interne. Conosco da vicino i bisogni delle comunità montane. Sostenere questi territori significa partire anzitutto dall’assistenza sanitaria, che è il primo presidio di dignità e sicurezza per chi sceglie di vivere in montagna».

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