Cosenza calcio tra meteore e scadenze naturali: da Petrone a Gualtieri, il club dei contratti lampo
In quindici anni di gestione Guarascio, i direttori generali hanno avuto la vita breve: promesse altisonanti, progetti ambiziosi e poi il classico comunicato di “naturale scadenza”

COSENZA Che il rapporto tra il Cosenza calcio targato Eugenio Guarascio e la figura del direttore generale – e, in misura minore, anche con i direttori sportivi (vedi Fabio Lupo) – sia tormentato è cosa nota da anni. Eppure, nei quindici anni di gestione del patron lametino, il ruolo di direttore generale avrebbe potuto essere decisivo e duraturo, se solo fosse riuscito a resistere alle interferenze e alle difficoltà interne del club. Gli ultimi due rapporti con dirigenti del genere, entrambi provenienti da esperienze di spessore, confermano tutto ciò: Giuseppe Ursino e Salvatore Gualtieri.
Presentati alla stampa e alla tifoseria in pompa magna, accompagnati da promesse di rilancio e progetti ambiziosi per il calcio cittadino, entrambi si sono rapidamente trasformati in meteore. Ursino, storico ds del Crotone, estivo “deus ex machina” pronto a portare il Cosenza in alto, si dimette alla vigilia di Natale 2024, ufficialmente per motivi di salute. Tuttavia, le settimane successive lo mostrano più in forma che mai, tra presenze in tv e interviste. Una coincidenza? Forse. Ma il pattern si ripete.
Oggi, 14 gennaio 2026, è arrivato l’annuncio dell’addio di Salvatore Gualtieri, approdato in riva al Crati appena il 12 settembre 2025. La notizia, anticipata da tutte le testate – compresa la nostra – come dimissioni del dg, è stata poi ufficializzata con il classico comunicato stringato: «Il Cosenza calcio comunica che, alla naturale scadenza del contratto (alla data del 31 dicembre 2025), si è concluso il rapporto professionale con il dottor Salvatore Gualtieri, direttore generale del club. La società ringrazia il dottor Gualtieri per il lavoro svolto e gli augura le migliori fortune professionali per il prosieguo della sua carriera». Dunque, secondo il Cosenza calcio, Gualtieri, figura di spicco del panorama calcistico non solo regionale – con ruoli prestigiosi a Crotone, dove è stato anche presidente, a Frosinone e nella Lega di Serie B – lascia i Lupi per una «naturale scadenza» dopo appena quattro mesi. Viene da chiedersi come si possa affidare a un dirigente di questo calibro un incarico così importante con un contratto così breve.
I mesi di Gualtieri a Cosenza e la meteora Petrone
Quando il club annunciava il suo arrivo, il 12 settembre 2025, si leggeva: «Da oggi porta al Cosenza la sua competenza, sua esperienza e la sua capacità di valorizzare società e territorio». Nei mesi successivi, Gualtieri ha cercato di costruire qualcosa di solido, anche attraverso il progetto Cosenza Identity – con slogan altisonanti come «valorizzazione del brand», «sostenibilità economica», «territorio», «giovani», «scuole calcio» e persino «internazionalizzazione». Si è impegnato anche a provare a ricucire lo strappo tra proprietà e piazza, amministrazione comunale compresa. «Sono molto grato al presidente per la fiducia. Questo incarico è prestigioso, e so bene che un direttore generale rappresenta non solo un club, ma un intero territorio. Il presidente – aveva aggiunto il dirigente – mi ha chiesto tre cose: cambiare, ripartire, ricostruire».
Promesse alte e intenti nobili, confermava Gualtieri, certo che la proprietà lo avrebbe lasciato lavorare senza paletti. E nei fatti, il dg si è dato da fare: eventi, iniziative, tentativi di promozione del marchio Cosenza sull’intero territorio. Senza però riuscirci, non per sue colpe. Anzi, la penalizzazione in classifica subita l’anno precedente dal club, dovuta in buona parte a una scarsa organizzazione interna, era un promemoria tangibile delle difficoltà strutturali che Gualtieri aveva ereditato. La chiusura delle curve, ufficialmente per ridurre i costi in seguito alla protesta degli ultrà, ha certificato l’insuccesso, simbolico ma significativo.
La motivazione ufficiale dell’addio ricorda un’altra meteora rossoblù: Luca Petrone. E qui torniamo al 21 novembre 2019: «Approda da oggi in rossoblù – riportava la nota del club – per mettere a disposizione del Cosenza calcio le proprie competenze». Dopo le festività tra cenoni, turdiddri, scaliddri e strategie sui botti di mercato, il 4 gennaio 2020, 44 giorni dopo la nomina, Petrone lasciava il club: «La Società Cosenza calcio informa che il rapporto di lavoro con il signor Luca Petrone si è concluso per naturale scadenza del contratto. Il Cosenza ringrazia il signor Petrone per quanto fin qui fatto e gli augura le migliori fortune per la sua attività futura».
Storie che ritornano, cicliche come le promesse di una dirigenza mai abbastanza stabile. Comunicati sobri, frasi di circostanza e naturali scadenze che mascherano illusioni e sogni di rilancio mai concretizzati.
Alla fine della storia, non resta che fare un applauso. Ovviamente naturale. (f.veltri@corrierecal.it)
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