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Botta e risposta

Tis, Tridico: «Vertenza resta irrisolta». Calabrese: «L’europarlamentare è distante dalla realtà»

La polemica sui Tirocinanti di Inclusione Sociale esplode tra l’ex candidato alla presidenza della Regione e l’assessore al Lavoro

Pubblicato il: 15/01/2026 – 13:32
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Tis, Tridico: «Vertenza resta irrisolta». Calabrese: «L’europarlamentare è distante dalla realtà»

CATANZARO Si accende la polemica sui Tirocinanti di Inclusione Sociale (Tis) in Calabria, tra accuse di gestione insufficiente e difesa delle procedure da parte della Regione. A dare il via al confronto è stato Pasquale Tridico, europarlamentare ed ex candidato alla presidenza della Regione per il campo progressista, che ha denunciato la situazione drammatica dei tirocinanti, molti dei quali ancora senza prospettive concrete.
«Dopo mesi di promesse, la situazione dei tirocinanti di inclusione sociale, i cosiddetti Tis, resta drammaticamente irrisolta. Migliaia di persone continuano a vivere nell’incertezza, senza alcuna soluzione strutturale. È un’emergenza che non può più essere ignorata. In campagna elettorale il presidente Occhiuto aveva garantito un intervento concreto per circa 4mila tirocinanti. La realtà, invece, è ben diversa: per la metà di loro – circa 2mila lavoratori – ha semplicemente scaricato il peso della copertura finanziaria sui Comuni, molti dei quali non hanno risorse sufficienti per garantire la stabilizzazione promessa», ha dichiarato Tridico.
L’eurodeputato ha poi sottolineato l’assenza di un piano strutturale e le conseguenze per i tirocinanti: «Decine e decine di tirocinanti si ritrovano oggi senza sostegno, senza formazione, e senza neppure le ore previste per ottenere il diritto al sussidio. È una condizione inaccettabile, frutto di una gestione approssimativa e priva di visione. Ciò che più amareggia è la strumentalizzazione politica di queste persone: si fanno promesse in campagna elettorale, si illude chi chiede solo dignità, e poi si abbandonano famiglie intere al loro destino. Si creano divisioni artificiali tra i lavoratori, si segmentano i profili solo per governare con più controllo, ma senza alcuna volontà di risolvere realmente il problema. Quella della dignità del lavoro in Calabria resta una ferita aperta. Continuerò a denunciare questa situazione e a lottare, in tutte le sedi, affinché ai tirocinanti venga finalmente riconosciuto ciò che meritano: stabilità, diritti e rispetto».

La replica dell’assessore Calabrese

Alle accuse ha risposto l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, accusando Tridico di una visione distorta e lontana dai processi reali sul territorio: «Le dichiarazioni dell’onorevole Pasquale Tridico dimostrano, ancora una volta, una profonda distanza dalla realtà del territorio calabrese e dai processi complessi che da anni stiamo affrontando per rimediare a scelte sbagliate ereditate dal passato. È una politica fatta da lontano, potremmo definirla una vera e propria politica a distanza, che non conosce né i problemi reali né il lavoro concreto che le istituzioni regionali stanno portando avanti con serietà, responsabilità e trasparenza».
Calabrese ha difeso l’operato della Regione, sottolineando i numeri e le procedure messe in campo: «Tridico parla di abbandono, ma la verità è ben diversa: nessuno è stato lasciato indietro. L’ultimo tavolo di confronto con NIdiL Cgil, Felsa Cisl, UilTemp, Cgil, Cisl e Uil Calabria e sindacati autonomi Usb e Csa – alla presenza del presidente Roberto Occhiuto, dei dirigenti regionali – ha illustrato in modo chiaro e puntuale lo stato delle procedure, i passaggi operativi già avviati e quelli imminenti. Un lavoro costante, condiviso e frutto di una reale concertazione, lontano anni luce dalle semplificazioni propagandistiche».
Nel dettaglio, Calabrese ha precisato: «La Regione ha fornito numeri e atti concreti: 455 decreti già pubblicati, 295 enti coinvolti, 1.693 assunzioni previste tramite avviamento a selezione ex art. 16 della legge 56/87. Su richiesta dei sindacati, abbiamo deciso di accelerare ulteriormente, procedendo alla pubblicazione immediata delle graduatorie, a partire da quelle provvisorie nei prossimi giorni, seguite da quelle definitive. È stato ribadito che non esiste alcuna discrezionalità politica: i Comuni dovranno attenersi rigorosamente all’ordine di graduatoria e la prova di idoneità non ha natura selettiva».
Sulle istruttorie Cosfel, Calabrese ha fornito lo stato aggiornato: «25 enti ok, 1 ente ko, 9 enti in istruttoria, 8 enti senza istanza presentata e 11 enti con istanza da riproporre su cui si sta lavorando per definire tempi certi ed evitare ulteriori sospensioni dei lavoratori. Per quanto riguarda i lavoratori già fuoriusciti dagli enti utilizzatori – circa 320 soggetti, cui si aggiungeranno altri 67 – è stato definito un percorso transitorio nell’ambito del Progetto GOL, con convocazioni dai Centri per l’impiego a partire da febbraio, una durata stimata di sei mesi e un sostegno economico complessivo di circa 4.200 euro, di cui 2.000 già erogati».
Infine, l’assessore ha rimarcato il contrasto con le politiche del passato: «Fa sorridere che Tridico invochi oggi il rispetto per i Tis. I tirocini di inclusione sociale sono esattamente il frutto delle politiche del centrosinistra degli anni passati: assistenzialismo puro, bacini di precariato creati senza una visione strutturale, che hanno alimentato per anni false aspettative e precarietà permanente. Il presidente Occhiuto, al contrario, ha avuto il coraggio politico di chiedere lo svuotamento di quei bacini e di lavorare per soluzioni certe e definitive. Il dipartimento Lavoro negli ultimi due anni ha operato con competenza e serietà su tutte le principali vertenze storiche del precariato. Siamo oggi a un passo dalla risoluzione di una situazione incresciosa, nell’immobilismo dell’opposizione e creata negli anni attraverso l’uso distorto dei tirocini e delle promesse elettorali. Lo stiamo facendo mettendoci la faccia, le competenze, le risorse regionali e grazie anche a un supporto serio e determinante del Governo nazionale. Non permetteremo a nessuno, tantomeno a chi sembra vivere in una perenne campagna elettorale, di fare demagogia e proclami per destabilizzare i tirocinanti. La dignità del lavoro non si difende con gli slogan, ma con atti concreti, responsabilità e soluzioni strutturali. Ed è esattamente ciò che questa Regione sta facendo».

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