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«Salvare il Sant’Anna Hospital: è una parte viva della storia di Catanzaro e della sanità calabrese»

Il consigliere regionale Bruno sollecita il presidente Occhiuto

Pubblicato il: 18/01/2026 – 11:42
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«Salvare il Sant’Anna Hospital: è una parte viva della storia di Catanzaro e della sanità calabrese»

CATANZARO Cogliere l’opportunità, con coraggio e visione, di rilanciare il Sant’Anna Hospital, una struttura sanitaria che ha scritto pagine importanti della sanità calabrese, segnando profondamente la vita economica e sociale di Catanzaro. È quanto ha chiesto il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale, rivolgendosi al presidente della Giunta, Roberto Occhiuto. «A Catanzaro c’era una struttura che per anni ha rappresentato molto più di un presidio sanitario. Il Sant’Anna Hospital, per tutti Villa Sant’Anna, è stata una struttura di cura, di speranza, di eccellenza riconosciuta ben oltre i confini regionali. Un punto di riferimento della cardiochirurgia italiana che ha permesso a migliaia di calabresi di curarsi nella propria terra, senza dover affrontare il peso umano ed economico dell’emigrazione sanitaria. Il Sant’Anna – sottolinea Bruno – non è solo un edificio. È un intreccio di storie, di volti, di professionalità. È il lavoro quotidiano di donne e uomini che per anni hanno garantito diagnosi, cure, sollievo. È il ricordo di pazienti arrivati da ogni angolo della Calabria e tornati a casa con una speranza in più». Bruno richiama anche il ruolo sociale ed economico che il “Sant’Anna” ha avuto nel tempo: «È stata una vera fabbrica della salute, capace di formare professionisti, garantire centinaia di posti di lavoro e diventare un faro per il quartiere di Pontepiccolo. Attorno a quella struttura viveva un tessuto fatto di piccoli esercizi, famiglie, relazioni. Se si stacca la spina definitivamente al Sant’Anna Hospital, si spegne un pezzo di città». «Se esiste un tentativo serio e responsabile che permetta di discutere di una prospettiva di rilancio, bisogna valutare, provare e approfondire: bisogna andare avanti – afferma Bruno –. Lo dobbiamo prima di tutto ai lavoratori e alle lavoratrici di quella struttura e alla difesa del diritto alla cura: ogni presidio in più nella nostra terra è uno strumento per ridurre l’odiosa e costosa pratica dell’emigrazione sanitaria. Catanzaro ha tutte le carte in regola per continuare a ospitare un presidio sanitario di alto livello: c’è una tradizione, ci sono competenze, c’è un bisogno reale del territorio». «Per questo – conclude Enzo Bruno – chiedo al presidente Occhiuto e al Dipartimento Salute di valutare con attenzione ogni possibilità utile a salvaguardare e rilanciare questa struttura. Si tratta di senso di responsabilità verso i lavoratori e le lavoratrici, verso una città e verso una regione che ha il diritto di credere ancora in una sanità di qualità».

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