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riflessione collettiva

Ferramonti di Tarsia, il racconto di Mair Babad: «La memoria non si cancella in maniera violenta»

Il figlio dell’ingegnere internato nel campo di concentramento di Ferramonti. «La storia è importantissima»

Pubblicato il: 27/01/2026 – 11:54
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Ferramonti di Tarsia, il racconto di Mair Babad: «La memoria non si cancella in maniera violenta»

TARSIA Il Museo Internazionale della Memoria a Ferramonti di Tarsia ospita le celebrazioni per il Giorno della Memoria in uno dei luoghi simbolo della storia del Novecento in Calabria. L’ex Campo di internamento di Ferramonti diventa spazio di commemorazione e riflessione collettiva dedicato al ricordo delle vittime della Shoah e di tutti gli internati che vi furono reclusi durante la Seconda Guerra Mondiale.

La tutela della memoria

Un’occasione significativa per rinnovare l’impegno nella tutela della memoria storica valorizzando il Museo come luogo di conoscenza, dialogo e responsabilità civile. «La memoria è fondamentale, va alimentata perché non rimanga a vano il sacrificio di quanti hanno, loro malgrado, offerto la vita in nome di ideali altissimi subendo la follia che ha determinato e caratterizzato un certo momento storico. La memoria va custodita, alimentata e perpetrata alle nuove generazioni perché possano da questa prendere monito ed esempio per evitare per il futuro gli errori del passato», dice ai nostri microfoni Rosa Maria Padovano, prefetta di Cosenza presente alla cerimonia insieme alle autorità politiche, militari e religiose.

La storia di Marcus Babad

E poi c’è il ricordo, la storia dell’ingegnere Marcus Babad raccontata in un libro presentato questa mattina. Internato nel campo di concentramento di Ferramonti, il ricordo di quei giorni rivive nelle parole del figlio Mair Babad. «Sono venuto diverse volte nel Campo di Ferramonti di Tarsia, la prima volta addirittura nel 1977 ma non avevamo trovato nessuna testimonianza, poi sono tornato nel 2010 per la giornata della memoria all’Università della Calabria e altre due o tre volte sempre in occasione delle celebrazioni della giornata della memoria», racconta al Corriere della Calabria. Le guerre, i conflitti, le morti innocenti che macchiano il presente sembrano cancellare il ricordo di quanto accaduto. «L’Italia deve avere la memoria e per quanto si cerchi di cancellarla in maniera direi violenta, deve esserci e la storia è importantissima».

A restituire il senso delle celebrazioni è il sindaco di Tarsia Roberto Ameruso, che colloca la giornata in un impegno che va oltre le commemorazioni di rito. «Oggi più che mai vogliamo lanciare un messaggio, è fondamentale essere qui, ricordare ma anche riappropriarsi di quelle che sono le radici valoriali che appartengono alla nostra cultura millenaria di civiltà». (f.b.)

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