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la città reagisce

Il sindaco di Vibo convoca l’Antiracket dopo la scia di intimidazioni: «Ora le persone denunciano»

Enzo Romeo ribadisce il cambio di passo della comunità e la fiducia nelle forze dell’ordine: «Lavoriamo insieme per eliminare questo fenomeno»

Pubblicato il: 30/01/2026 – 7:27
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Il sindaco di Vibo convoca l’Antiracket dopo la scia di intimidazioni: «Ora le persone denunciano»

VIBO VALENTIA Le istituzioni reagiscono all’escalation criminale che, negli ultimi giorni, sta colpendo la città di Vibo Valentia. Il sindaco Enzo Romeo ha convocato per il prossimo 3 febbraio l’Associazione antiracket e antiusura, di cui è presidente e alla quale hanno aderito oltre al Comune del capoluogo anche altri Comuni. Tra questi anche quello di Jonadi, guidato dal sindaco Fabio Signoretta, che pochi giorni fa aveva sollecitato la convocazione della riunione dopo l’incendio di tre auto sul suo territorio di competenza. «Sono episodi che di certo non ci fanno piacere. È necessario confrontarsi e lavorare, come abbiamo fatto in Prefettura e come faremo con l’associazione antiracket» ha affermato il sindaco Enzo Romeo a margine del vertice in Prefettura svoltosi ieri. Un’occasione per ribadire la massima attenzione da parte dello Stato su quanto sta accadendo nel territorio: ieri sera è emersa la notizia di ulteriori minacce rivolte a due centri scommesse del centro cittadino vibonese, dopo quelle all’imprenditore Patania, alla macelleria Chiarello e all’incendio della scuola Buccarelli. Messaggi che, come detto ieri anche dal prefetto Anna Aurora Colosimo, fanno pensare a chiari messaggi estorsivi.

«Ora le persone denunciano»

«Dobbiamo lavorare per far sì che questa città continui ad essere civile a tenere sotto controllo azioni del genere» ha detto il sindaco Romeo. «Noi saremo sempre dalla parte delle forze dell’ordine e faremo tutto ciò che è possibile per contribuire in virtù delle nostre funzioni. La principale è quella di continuare ad essere un sindaco e un’amministrazione trasparente che lavori nella legalità». La città, dunque, è cambiata e non può tornare indietro. Dall’inquietante serie di intimidazioni, emerge anche un aspetto positive: ora le persone denunciano. «Questo è importante. Le persone ora non si chiudono e collaborano, per questo sono convinto che lavorando tutti insieme si possa eliminare finalmente questo fenomeno». (ma.ru.)

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