Nuova Giunta a Cosenza, Caligiuri: «A Palazzo dei Bruzi non un governo per la città ma scelte di potere»
«Non siamo di fronte a una fase di rinnovamento, ma all’esaurimento di un percorso politico che aveva alla base un progetto di centrosinistra condiviso»

COSENZA «La giunta presentata oggi non rappresenta in alcun modo un rilancio dell’azione amministrativa. Al contrario, certifica politicamente che l’esperienza di governo avviata nel 2021 può considerarsi ormai conclusa». Lo afferma Rosi Caligiuri, segretaria Pd Cosenza. «Non siamo di fronte a una fase di rinnovamento, ma all’esaurimento di un percorso politico che aveva alla base un progetto di centrosinistra condiviso, oggi definitivamente archiviato. La composizione della nuova giunta genera fratture e divisioni profonde, soprattutto — ma non solo — all’interno del campo politico che ha candidato e sostenuto Franz Caruso per la sua elezione a sindaco. Viene meno, nei fatti, l’orizzonte politico che aveva dato senso e legittimità a quell’esperienza amministrativa.
Come Partito Democratico avevamo sollecitato con chiarezza un’azione di rilancio e di riqualificazione del governo cittadino, ponendo innanzitutto la necessità di definire alcune priorità programmatiche di fine consiliatura, nell’interesse esclusivo della città. Allo stesso modo, in merito alla rivisitazione della giunta, avevamo avanzato proposte politiche precise, che sono rimaste del tutto inascoltate.
La scelta compiuta oggi appare dunque non come un riassetto finalizzato a rafforzare il governo della città, ma come una decisione esclusivamente orientata al consolidamento di un assetto di potere, fondato sulla centralizzazione delle scelte nelle mani del sindaco e di una ristretta cerchia di suoi sodali.
Non un governo rivolto ai bisogni e alle priorità della città, ma una gestione piegata all’esercizio del potere e a prospettive di ambizione politica personale.
Sarà il direttivo del circolo cittadino del Partito Democratico, convocato per lunedì 2 febbraio, a esaminare la situazione determinatasi a Palazzo dei Bruzi e ad assumere le conseguenti valutazioni politiche».