Pina Incarnato: «Cacciata per una ritorsione, Caruso ha disatteso le indicazioni del Psi. Non penso a candidarmi a sindaca»
L’ex assessore: «Cosenza deve cambiare passo, serve un leader forte». E su De Cicco: «Non ho capito il senso della conferenza con Caruso»

COSENZA A poche ore dalla decisione del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, di rimuoverla da assessore all’Urbanistica e al digitale, Pina Incarnato aveva risposto con un video postato sui profili social elencando gli «atti concreti» frutto del lavoro svolto in quasi quattro anni vissuti a Palazzo dei Bruzi. «Oggi non si sostituisce un nome, ma un metodo basato sul lavoro», aveva tuonato la socialista. Che questa mattina, ha convocato la stampa in un hotel di Cosenza, per rispondere alla “cacciata” decisa dal primo cittadino cosentino. Presenti, tra gli altri, i consigliere comunali Roberto Sacco e Antonello Costanzo, il consigliere dem Francesco Alimena, anche a lui il sindaco ha deciso di togliere la delega al centro storico, e Rosi Caligiuri segretaria del Circolo Pd Cosenza.
«E’ una ritorsione»
«Si tratta di una ritorsione, le interpretazioni possono essere tantissime perché non è stata una scelta motivata». L’ex assessora all’Urbanistica non usa giri di parole e riserva subito un primo affondo al sindaco. «Sarà difficile tornare indietro rispetto all’impostazione data in questi anni, sono stata costretta ad arginare delle ingerenze rispetto all’assessorato all’urbanistica che è molto appetibile e che qualcuno ha tentato di infettare, ma siamo riusciti a resistere e rendere autonomi il settore». Sul piano strettamente politico, Incarnato boccia la nuova giunta varata da Caruso. «Il sindaco dichiara che la casella socialista è stata occupata da Raffaele Fuorivia, ma ricordo a tutti che è stato eletto nella lista del primo cittadino». Ed ancora, «il Psi – il mio partito – si è riunito più volte ed ha chiesto al sindaco di un tagliando di fine mandato». L’ex assessora mostra una lettera dove i socialisti avrebbero chiesto a Caruso di soprassedere rispetto alla sostituzione di Incarnato. «Il sindaco ha disatteso le indicazioni del partito nazionale che ha valuto più che sufficiente il mio lavoro». Tornando al rimpasto, il giudizio espresso rispetto all’assegnazione delle deleghe è negativo. «Mi chiedo come mai non sia stato nominato un assessore alla cultura e un assessore alla scuola».
Il 19 dicembre, il giorno del giudizio
Il primo cittadino bruzio ha più volte sottolineato come il 19 dicembre 2025 sia stato un giorno spartiacque rispetto la futuro della Giunta. Il riferimento è alla seduta “farsa” del Consiglio comunale Cosenza, e al rinvio dell’approvazione del bilancio. Da quel giorno qualcosa è evidente cambiato, la rottura con alcuni elementi della maggioranza, e con gli Incarnato, padre e figlia. «È stato consumato un atto grave rispetto alle scelte fatte – tuona l’ex assessora – rimuovere me, Francesco Alimena e Antonello Costanzo significa decidere di tagliare fuori chi ha portato risultati e decidere di accomodarsi con chi dice sempre si senza produrre risultati». Che direzione vuole prendere Cosenza? Si chiede Incarnato. «Il problema non è tagliare con il passato, ma riallacciare il rapporto con la città e questo lo si fa visitando i quartieri e parlando con le persone. La rimodulazione ha il sapore di una resa dei conti». Un passaggio è dedicato alla recente conferenza stampa indetta dal primo cittadino, nella quale è stato – di fatto – sancito il patto di ferro con Francesco De Cicco e di conseguenza una decisa e netta apertura al civismo. «Ero presente alla conferenza stampa del sindaco e dell’assessore De Cicco, ho avuto difficoltà a capire il senso. Si è trasformata in una discussione a due e poi in una critica alle alleanze partitiche presenti nel contesto comunale. De Cicco è riconosciuto per il lavoro svolto, come lo sono anche altri e altre forze civiche. Nessuno deve essere mortificato».
Il futuro
Candidata al consiglio regionale della Calabria e assessore per quasi quattro anni al Comune di Cosenza, Pina Incarnato non intende rinunciare al lavoro svolto e guarda al futuro. «Penso fosse naturale una candidatura al consiglio regionale di un membro del Psi, d’altro canto il sindaco Caruso aveva pensato alla candidatura a governatore». Altra stoccata. «Il mio impegno non si ferma qui, ho amministrato Cosenza e sento questo lavoro sulla pelle. Quanto accaduto è un atto violento perpetrato nei confronti di un metodo». Incarnato nega qualsiasi ipotesi di una sua futura candidatura a sindaco della città dei bruzi. «Non ci penso, non ho mai pensato ad una mia candidatura. Le fughe in avanti non portano a nessun risultato».
Il ruolo del Psi
Dalle parole dell’ex assessore si intuisce una posizione abbastanza netta assunta dal Psi a sostegno di Incarnato e decisamente contraria rispetto a Caruso. «Il gruppo dei socialisti si riduce a due sole unità, non so cosa si deciderà di fare ma avremmo gradito la presenza del sindaco alle nostre riunioni. La notizia della mia rimozione è giunta durante la conferenza stampa di presentazione dei nuovi assessori. Nessuno ha detto nulla a tal proposito».
La ricandidatura di Caruso alle comunali e la corsa alle provinciali
Franz Caruso ha recentemente ribadito la propria volontà di presentarsi nuovamente alle prossime elezioni comunali di Cosenza, aprendo anche alla guida di una coalizione forte in grado di conquistare la maggioranza dei voti in occasione delle prossime elezioni provinciali. Il giudizio di Incarnato resta netto. «Il sindaco ha disatteso le indicazioni del partito, il Psi come tutti gli altri partiti condividerà un percorso ragionato. A Cosenza serve cambiare passo e ci si deve affidare ad un leader forte disposto anche ad accettare le critiche. Dobbiamo essere uniti senza timore». «Rispetto alla candidatura di Franz Caruso alla Provincia – prosegue Incarnato – non è stato aperto un tavolo, non è una situazione ancora chiara. Ho partecipato alla conferenza organizzata da Sandro Principe (qui i dettagli) che ha richiamato all’unità e alla responsabilità. Guidare la Provincia non è semplice, i comuni cosentini sono 150 e si dovrà parlare con tutte le realtà territoriali, anche quelle più piccole». (f.benincasa@corrierecal.it)
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