Ciclone Harry, Musumeci: «Per Calabria, Sicilia e Sardegna in arrivo stanziamenti interministeriali»
Il ministro al Senato: «Oltre il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrogeologico, valanghe ed erosione costiera»

ROMA «Oltre il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrogeologico, valanghe ed erosione costiera». Un dato nazionale che il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha fornito nel corso dell’informativa, prima al Senato e poi alla Camera, sui danni che il passaggio del ciclone Harry ha provocato nelle scorse settimane in Calabria, Sicilia e Sardegna. Danni per i quali il Governo ha stanziato un prima tranche di 100 milioni per gli interventi di somma urgenza nelle tre regioni coinvolte. «Si sta procedendo proprio in questi giorni ad una stima la più attendibile possibile»- ha spiegato sul punto Musumeci – «di certo il governo Meloni – ha aggiunto – nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre Regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile. Si tratterà di un provvedimento interministeriale il cui finanziamento prescinde ovviamente dai fondi per l’emergenza nazionale. Intanto con le prime risorse erogate i commissari delegati possono procedere all’affidamento degli incarichi per i progetti delle opere danneggiate e da ricostruire».
La ricostruzione e i dati dell’emergenza
Secondo quanto riferito dal Ministro, a partire dal 18 gennaio eventi meteorologici eccezionali hanno colpito Sicilia, Sardegna e Calabria. Precipitazioni record, superiori ai 500 millimetri, si sono registrate nelle province di Vibo Valentia, Ogliastra e Messina, accompagnate da forti venti e mareggiate. «A seguito delle piogge ci sono stati innalzamenti in numerosi corsi d’acqua, con criticità segnalate in Sardegna anche su alcune dighe per le quali si sono resi necessari rilasci graduali e controllati, al fine di mitigare il rischio idraulico nella parte a valle – continua Musumeci – Il sistema di protezione civile ha dimostrato validità, efficienza ed efficacia soprattutto nel sistema di allerta nazionale per il rischio idrogeologico: dichiarato lo stato di emergenza, è stata già adottata l’ordinanza volta a disciplinare i primi interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza; si è anche provveduto alla nomina dei commissari delegati per l’espletamento delle necessarie attività, nelle persone dei rispettivi tre presidenti di Regione».
Il caso Niscemi e il rischio strutturale
Musumeci si è particolarmente soffermato sulla frana che ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. «Non sono mancati gli sciacalli in giacca e cravatta». «E’ chiaro – ha aggiunto il ministro – che ho il diritto e il dovere di respingere con fermezza la rappresentazione che isola strumentalmente un singolo passaggio negli ultimi tre mesi del mio mandato da presidente della Regione Siciliana, dal maggio all’agosto del ’22, quando è stato a me notificato l’esito del Pai di una parte di quel fronte franoso, tentando così di coprire un quarto di secolo di inerzie, omissioni, sottovalutazioni di altri. Non è compito mio cercare i responsabili, ci penseranno altre istituzioni: ma non sono disposto a fare da copertura a chi a aveva il compito istituzionale dopo il 1997 di intervenire per mettere in sicurezza quel territorio e non lo ha fatto».
E sul rischio frane, Musumeci ha spiegato: «Il rischio frane in Sicilia – ha detto il ministro – non è emergenziale, ma strutturale. Secondo i dati dell’Ispra aggiornati al 2024 circa nove comuni su dieci nell’isola presentano aree ad alto rischio frane. La situazione non è certo migliore nel resto d’Italia, dove, secondo gli scienziati, oltre il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrogeologico, valanghe ed erosione costiera».
Risorse e prevenzione: il piano del Governo
Sulle risorse destinate a prevenzione e ricostruzione «i numeri del governo Meloni parlano meglio di qualsiasi altra polemica»: «In materia di protezione civile il governo Meloni ha indicato per la prima volta la prevenzione come strategia politica nazionale», ha ricordato Musumeci, «in funzione di questo obiettivo ci si è comportati in questi anni sulla materia della prevenzione contro il rischio idrogeologico: sono in fase di realizzazione oltre 700 milioni di euro solo col Dipartimento Casa Italia». «Dal Ministero dell’Ambiente la programmazione negli ultimi tre anni ha un valore di 2 miliardi di euro sulla prevenzione contro il sisma. Per le infrastrutture pubbliche sono in corso interventi di oltre 600 milioni di euro ed è in fase di attuazione una risorsa di 285 milioni 350 milioni di euro, per il bilancio 26 sono stati stanziati e devono essere spesi entro l’anno per ridurre la esposizione ai rischi naturali, 540 milioni per i campi flegrei, dove è stata predisposta una strategia di intervento che mai aveva conosciuto. Un precedente 100 milioni per consolidare le infrastrutture pubbliche nelle isole minori terre abbandonate da molti governi». Il ministro ha anche ricordato «il miliardo e 200 milioni di euro che la Protezione civile ha messo a disposizione delle regioni dei fondi del Pnrr». (m.r.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato