Costarella in Commissione Ambiente: «Danni ingenti su costa e viabilità, ma la prevenzione ha salvato vite»
Il direttore generale della Protezione Civile regionale ha illustrato nel dettaglio le conseguenze del ciclone Harry in Calabria

ROMA Registrate forti mareggiate che hanno colpito in particolare la zona sud-orientale della parte ionica, le infrastrutture portuali del Catanzarese, del Crotonese e del Cosentino: in sintesi, tutta la zona ionica calabrese. Caduta una quantità di pioggia con punte fino a 584 mm di pioggia in 48 ore, l’equivalente di sette mesi di precipitazioni. E ancora: forti venti non solo sullo Ionio, ma anche sul Tirreno, e precipitazioni nevose abbondanti in Sila (cosentina e crotonese), che hanno raggiunto gli 80 centimetri di neve in meno di 24 ore.
Un evento meteorologico definito «eccezionale» quello che ha colpito Calabria, Sardegna e Sicilia nelle scorse settimane. Le conseguenze del ciclone Harry sul territorio calabrese sono state illustrate con precisione da Domenico Costarella, Direttore Generale della Protezione Civile regionale, ascoltato dalla Commissione Ambiente della Camera.
Un bilancio pesante
I principali danni registrati – ha spiegato Costarella – interessano le infrastrutture costiere e i lungomari di quasi tutta la costa ionica, con la compromissione di sottoservizi quali fognature, illuminazione pubblica e viabilità primaria costiera: «Nei porti ionici si sono verificate lesioni e insabbiamenti, da Roccella Ionica passando per Catanzaro e Cirò Marina, mentre risulta salvo, dai dati attuali, il porto di Corigliano Rossano. Sono stati rilevati danni alla viabilità interna, sia primaria che secondaria, con numerosi alberi caduti che hanno richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, del volontariato e della Protezione Civile». «Un altro effetto del ciclone, emerso con il tempo, è quello degli smottamenti: il terreno saturo d’acqua, a causa delle precipitazioni che sono proseguite nei giorni successivi, ha provocato fenomeni franosi importanti che continuano a determinare disagi. Cito, ad esempio, i comuni di Polia, Diamante, Monterosso Calabro e San Gregorio d’Ippona, Tiriolo: situazioni che sono effetti ritardati delle piogge, ma che stanno creando criticità».
Costarella ha sottolineato che la risposta all’emergenza è stata improntata innanzitutto alla prevenzione: «Grazie all’attività previsionale del Centro Funzionale Multirischi presso Arpacal, quando ci siamo accorti dell’evento che si approssimava alla regione, abbiamo avviato un confronto progressivo con le strutture comunali e i nostri uffici di prossimità dislocati in ogni provincia».
L’obiettivo era adottare le misure previste dalla pianificazione comunale e regionale di Protezione Civile: «Questo ha consentito un allertamento incisivo dei cittadini sui comportamenti di autoprotezione da adottare. Fortunatamente, come avvenuto in altre regioni, ciò ha permesso di preservare la vita umana e la pubblica incolumità: oggi siamo qui a rendicontare danni che, per quanto complessi, riguardano le cose e non le persone».
La risposta della Regione
Successivamente all’evento, la Regione Calabria ha richiesto al Governo nazionale lo stato di emergenza, dichiarato con delibera del 26 gennaio e seguito dall’ordinanza del Capo Dipartimento n. 1180 del 30 gennaio. Costarella ha confermato l’apertura di una piattaforma per i ristori, con le prime 40 aziende già sotto istruttoria per ricevere i contributi previsti dallo stato di emergenza: «Abbiamo attivato una piattaforma informatica dove privati, attività produttive e Comuni possono caricare le schede per il ristoro dei danni. Queste riguardano sia le somme urgenze che gli interventi urgenti per la riduzione del rischio residuo. Quest’ultimi sono interventi essenziali che devono essere inseriti in una visione integrata: è impensabile ricostruire esattamente dove si sono verificati gli eventi. La storia insegna che quei luoghi hanno una vulnerabilità tale da dover essere ripensati. La ricostruzione deve essere realizzata in coordinamento con operazioni di mitigazione del rischio efficaci».
Infine, per quanto riguarda le attività produttive, stabilimenti balneari, comparto agricolo e della pesca – ha spiegato Costerella – «abbiamo avviato un confronto costante con le associazioni di categoria. Presso il Dipartimento regionale abbiamo installato delle postazioni informatiche per assistere i cittadini nella compilazione delle domande. Siamo coscienti che la stagione estiva è alle porte e dobbiamo fare di tutto per far ripartire questi comparti essenziali. A tal proposito, il nostro Dipartimento ha già avviato l’istruttoria delle prime pratiche: abbiamo già richiesto integrazioni documentali alle prime 40 aziende per completare l’iter e riconoscere il contributo».
L’affondo di Anna Laura Orrico
Non sono mancate le scintille sul piano politico. La deputata del Movimento 5 Stelle, Anna Laura Orrico, ha aperto il suo intervento denunciando l’assenza del governatore Roberto Occhiuto: «Sento il dovere di denunciare l’assenza di un’autorità politica. Ci sono domande che dipendono da decisioni dell’amministrazione a cui il comparto tecnico non può rispondere». Orrico ha puntato il dito in particolare sulla gestione della Sila: «È scandaloso che un altopiano che dovrebbe vivere di turismo sciistico si blocchi per una nevicata, pur se abbondante. Significa che non siamo attrezzati”. E in riferimento ai 33 milioni di euro stanziati dal Governo Meloni, la deputata M5S ha detto: «Quei fondi basteranno appena per una parte dei danni. Perché la Regione non utilizza i 300 milioni a cui ha rinunciato per destinarli al Ponte sullo Stretto?». E infine il tema dell’erosione costiera, un piano che secondo l’opposizione è «fermo al palo».
Gli interventi d’urgenza
Condizioni meteo permettendo, ha spiegato Costarella, domani ci sarà un sopralluogo a Melito Porto Salvo con i sindaci interessati: «Si sta ipotizzando di iniziare a fare un’opera di ripascimento immediato d’urgenza, appena le condizioni del mare lo consentiranno, andando a prelevare i sedimenti sia nelle fiumare che nei porti, perché grazie alle deroghe concesse nell’ordinanza è più veloce procedere».
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