Danneggia un punto di ritiro Amazon con un cacciavite, Dacur a un giovane di Crotone
Già nei mesi scorsi era stato denunciato per accensioni ed esplosioni pericolose e per il possesso ingiustificato di un coltello

Il Questore di Crotone Renato Panvino ha emanato un provvedimento di Divieto di Accesso al Centro Urban, il cosiddetto Dacur, a carico di un crotonese, che aveva nel recente passato posto in essere fatti pericolosi per la pubblica sicurezza. Nei mesi scorsi il giovane era stato denunciato in due diverse occasioni, per accensioni ed esplosioni pericolose e per il possesso ingiustificato di un coltello. La scorsa settimana invece era stato fermato da un equipaggio della Squadra Mobile di Crotone poco dopo aver danneggiato, con un cacciavite, uno sportello di un punto di ritiro Amazon, posto all’interno di un esercizio h24 di una via del centro cittadino. La visione delle immagini di sorveglianza consentiva di ricostruire la condotta del giovane, che veniva pertanto denunciato all’Autorità Giudiziaria.
Oltre 300 persone identificate
Il rapido susseguirsi nel tempo dei reati consumati dal soggetto, tutti peraltro commessi nei pressi di locali pubblici o nel centro cittadino, rendeva necessaria l’adozione del provvedimento del Dacur: il destinatario di tale provvedimento, la cui fase istruttoria è stata curata dalla Divisione Anticrimine, non potrà frequentare per un anno l’esercizio pubblico ove è avvenuto il danneggiamento, nonché gli analoghi esercizi pubblici nelle strade adiacenti, e le vie del centro cittadino. L’attività di prevenzione si inquadra in un più ampio e complesso piano varato dal Questore, Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza, volto a prevenire la delittuosità mediante l’intensificazione dei controlli su soggetti ritenuti particolarmente inclini alla commissione di reati. Nella medesima giornata, gli agenti delle Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine hanno identificato 382 persone, tra cui 69 soggetti con precedenti di polizia e controllato 241 veicoli e hanno effettuato controlli alle persone sottoposte a misure limitative della libertà personale.
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