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Il caso della scuola di Crotone che dice no al ricordo del naufragio di Cutro. Protesta la Cgil

Per l’istituto “Barlacchi–Lucifero” mancherebbe il contradditorio. Il sindacato parla di «fatto grave e incomprensibile»

Pubblicato il: 14/02/2026 – 10:46
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Il caso della scuola di Crotone che dice no al ricordo del naufragio di Cutro. Protesta la Cgil

CROTONE Una scuola di Crotone rifiuta di commemorare le 94 vittime del naufragio avvenuto a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023 per «mancanza di contraddittorio». E’ quanto denuncia la segreteria calabrese della Cgil che in una nota parla di «fatto grave e profondamente incomprensibile». L’iniziativa, promossa dalla Cgil e dalla Flc Calabria, nasceva con l’intento di offrire alla comunità scolastica dell’istituto polo tecnico professionale “Barlacchi – Lucifero” di Crotone un momento di riflessione su una delle tragedie del mare che ha provocato la morte di 94 migranti, tra i quali 34 minori, e un numero rimasto imprecisato di dispersi. «La motivazione ufficiale addotta dall’istituto, la “mancanza di contradditorio”, solleva interrogativi che non possono essere elusi», aggiunga la nota del sindacato. «Di fronte a una tragedia umana di tale portata, chi dovrebbe o potrebbe rappresentare il contraddittorio? Chi potrebbe legittimamente porsi in opposizione al ricordo di 94 persone morte in mare, tra cui decine di bambini? La scuola è, per sua natura, costituzionale, presidio di formazione critica, di educazione civica, di costruzione della memoria collettiva. Negare uno spazio di riflessione su un evento che ha segnato profondamente la comunità crotonese e la coscienza democratica del Paese – denuncia la Cgil – significa sottrarre agli studenti un’occasione preziosa di approfondimento, consapevolezza e responsabilità. Ricordare non è un atto di parte. Commemorare non è propaganda. E’ un dovere morale e civile. E’ esercizio di umanità. Riteniamo che la memoria delle vittime del naufragio di Cutro non possa essere oggetto di bilanciamenti formali che ne svuotino il significato». Il sindacato si augura, quindi, che l’istituto «voglia riconsiderare la propria posizione, restituendo alla scuola il ruolo che le compete: luogo aperto al dialogo, alla coscienza critica e alla memoria condivisa. La tragedia di Cutro appartiene alla storia recente del nostro territorio. Ignorarla o trattarla come materia divisiva significa smarrire il senso più profondo della funzione educativa. La memoria – conclude la nota – non ha bisogno di contraddittorio. Ha bisogno di rispetto».

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