Truffa assicurativa, estorsione trasformata in minaccia grave per Franco Trovato
Dopo il rinvio della Cassazione, la Corte di Appello di Catanzaro ha modificato la qualificazione giuridica dei fatti

CATANZARO Franco Trovato era stato coinvolto in una più vasta attività di indagine portata avanti dalla Dda di Catanzaro parrallelamente all’operazione “Perseo”, conclusasi con il riconoscimento di responsabilità penale per molti imputati di gravi delitti, anche di sangue. La vicenda che ha riguardato Franco Trovato è quella relativa ad un’articolata truffa assicurativa evolutasi successivamente in un’estorsione che avrebbe visto come destinatari una compagnia di Assicurazioni e colui il quale materialmente sarebbe stato l’autore materiale della richiesta risarcitoria per un sinistro mai verificatosi, quindi falso. Inizialmente era rimasto coinvolto anche un avvocato del Foro di Lamezia Terme. Celebratosi il processo sia il Trovato che l’avvocato erano stati condannati per i reati di truffa ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso, e quindi condannati Trovato a sette anni e sette mesi di reclusione, mentre l’avvocato a cinque anni di reclusione. Nel corso del giudizio di appello, mentre l’avvocato fu assolto, per Trovato fu pronunciata sentenza di conferma della condanna di primo grado. Da qui il ricorso in Cassazione conclusosi con una sentenza di annullamento con rinvio alla Corte di Appello al fine di procedere ad una corretta qualifica giuridica del fatto estorsivo, visto che la difesa aveva sostenuto l’insussistenza del delitto estorsivo, chiedendo che derubricato a minaccia aggravata. La Corte di Appello di Catanzaro, quindi, giudicando in sede di rinvio dalla Corte di Cassazione, accogliendo le ragioni della difesa, in merito alla qualifica giuridica del fatto, ha escluso il delitto estorsivo e, qualificato il fatto come minaccia grave, ha rideterminato la condanna in quattro anni di reclusione. Nei vari gradi di giudizio Trovato è stato difeso dagli avvocati Francesco Gambardella ed Antonio Larussa.
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