Naufragio di Cutro, tre anni dopo la strage: tra processo e memoria il Crotonese torna a chiedere verità
Oggi nuova udienza nel procedimento sulla gestione dei soccorsi, mentre tra Crotone e Steccato prende il via il programma di iniziative promosso dalla Rete 26 Febbraio

CUTRO Lo scorso 30 gennaio si è aperto il processo sulla gestione dei soccorsi della notte del naufragio di Steccato di Cutro. Alla sbarra sei militari – quattro appartenenti alla Guardia di Finanza e due alla Guardia Costiera – in servizio tra il 25 e il 26 febbraio 2023. Oggi è in calendario una nuova udienza, mentre sullo sfondo resta la richiesta di verità e responsabilità avanzata dai familiari delle vittime e dai superstiti. In aula dovrebbero essere presenti anche alcuni superstiti.
Intanto, a tre anni dalla tragedia del 26 febbraio 2023, il Crotonese si prepara a ricordare una delle pagine più dolorose della storia recente del Mediterraneo. Da oggi, 24 febbraio 2026, fino al 27 febbraio, tra Crotone, Cutro e la località di Steccato di Cutro, si susseguiranno iniziative promosse dalla Rete 26 Febbraio insieme ad associazioni, attivisti, familiari e realtà del terzo settore.
Il programma intreccia memoria e impegno civile. Già oggi, davanti al Palazzo di Giustizia di Crotone, è previsto un incontro con la stampa: i parenti delle vittime e i superstiti torneranno a chiedere chiarezza su quanto accaduto quella notte, ribadendo che la strage non può essere liquidata come una fatalità. Nei giorni successivi spazio a momenti di confronto pubblico dedicati alle morti lungo le rotte del Mediterraneo e ai confini terrestri, alle responsabilità istituzionali e alla tutela dei diritti di chi è sopravvissuto.
Il momento più intenso sarà, come ogni anno, la veglia del 26 febbraio sulla spiaggia di Steccato. Alle 4 del mattino – l’ora in cui il mare restituì i corpi – è previsto un raccoglimento collettivo sul luogo del naufragio. Da Crotone la partenza dei partecipanti è fissata alle 3.30 da piazzale Nettuno. Un rito laico che negli anni è diventato simbolo di una comunità che non vuole dimenticare.
Accanto alla riflessione civile, anche cultura e sport. In programma la proiezione del docufilm Cutro, 94… and more, che ricostruisce non solo la tragedia del 2023 ma la lunga sequenza di naufragi che attraversa il Mediterraneo contemporaneo. Prevista inoltre la presentazione del libro Un viaggio di Daniela De Marco, racconto per parole e immagini dedicato alle migrazioni e alle storie individuali dietro i numeri.
Non mancherà un’iniziativa sportiva: una partita amichevole al campo di Tufolo, pensata come gesto concreto di inclusione e incontro. A chiudere il calendario, il 27 febbraio, la premiazione del concorso artistico-letterario “Sguardi e voci di pace” e un momento formativo rivolto ai giornalisti sul ruolo dell’informazione a tre anni dal naufragio.
La commemorazione di Cutro, oggi, si intreccia inevitabilmente con il percorso giudiziario appena avviato. Mentre l’aula di tribunale prova a ricostruire responsabilità e scelte operative, il territorio rinnova una promessa: custodire la memoria delle decine di uomini, donne e bambini morti quella notte e continuare a chiedere politiche capaci di evitare che il Mediterraneo resti un confine di morte. (redazione@corrierecal.it)
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