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Tumori, le storie di rinascita dopo le terapie Car-T in un progetto fotografico: Reggio Calabria tra i centri protagonisti

Il Grande Ospedale Metropolitano è tra i 51 centri italiani che offrono il servizio. Massimo Martino: «Così in pazienti non si allontanano da casa»

Pubblicato il: 25/02/2026 – 11:21
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Tumori, le storie di rinascita dopo le terapie Car-T in un progetto fotografico: Reggio Calabria tra i centri protagonisti

ROMA Sei storie che hanno in comune un’esperienza di malattia, la diagnosi di un tumore oncoematologico, ma che sono anche storie di rinascita e di conquista. È il racconto racchiuso negli scatti dei giovani fotografi dell’Istituto italiano di fotografia, raccolti nel progetto “Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia” di Gilead Kite, realizzato con il patrocinio di AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) e l’associazione La lampada di Aladino Ets. I sei protagonisti, Americo, Aurelia, Eliana, Ida, Renato e Luigi, diventano il ritratto di che cosa vuol dire ricevere questo tipo di diagnosi, di quello che avviene dopo e di come, a sei anni dall’arrivo in Italia delle Car-T, un tipo di immunoterapia cellulare che modifica le cellule T in modo che siano in grado di riconoscere e attaccare il cancro, oggi è possibile avere speranza e pianificare il proprio futuro. Nella lotta contro il tumore – secondo i promotori dell’iniziativa -, la terapia non è solo farmacologica: anche l’arte può diventare un potente strumento di cura. L’obiettivo del progetto è dunque sensibilizzare sulle nuove possibilità di cura, trasformando la malattia in un percorso di consapevolezza e di speranza. I volti, i luoghi, i dettagli raccontano più delle parole: il percorso espositivo attraversa l’Italia da Nord a Sud, accompagnando lo spettatore nei luoghi vissuti durante la malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Gli scatti raccontano la forza di chi, grazie alle nuove terapie, è tornato ad immaginare il domani, costruire progetti, riappropriarsi della vita o costruirne una nuova, ma anche le storie di chi è stato accanto e ha accudito, di chi ha ascoltato e capito, di chi ha dedicato cure e attenzioni. «Poter fare la terapia Car-T in tanti centri in Italia permetti ai pazienti di non allontanarsi da casa – spiega Massimo Martino, direttore dell’unità operativa di Trapianto cellule staminali e terapie cellulari del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria e presidente del Gitmo (Gruppo italiano trapianto di midollo osseo) -. Oggi ci sono 51 centri in tutto il Paese, distribuiti in maniera uniforme e che garantiscono tutti un alto livello di cura. Ormai quella di trasferirsi lontano dalla propria residenza è diventata una scelta esclusivamente personale. Questo è un messaggio di rassicurazione da dare per chi purtroppo è ammalato, perché fare le Car-T significherebbe stare tanti mesi lontano dalla propria famiglia, dalla propria città, dalle proprie abitudini».

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