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Due nuovi sistemi robotici di intelligenza artificiale potenziano il parco tecnologico dell’Ospedale di Cosenza

Dopo due anni dall’avvio del progetto Unical per la sanità si registrano ulteriori passi in avanti nel miglioramento dei servizi sanitari

Pubblicato il: 26/02/2026 – 12:02
di Fabio Benincasa
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Due nuovi sistemi robotici di intelligenza artificiale potenziano il parco tecnologico dell’Ospedale di Cosenza

COSENZA Due nuovi sistemi robotici di intelligenza artificiale potenziano il parco tecnologico dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Questa mattina, la Biblioteca del Polo universitario del nosocomio bruzio ha ospitato la conferenza stampa di presentazione dei macchinari di ultima generazione. Hanno partecipato, tra gli altri, Franca Melfi capo del Dipartimento Cardiotoracico e Vascolare e dell’Unità di Chirurgia toracica presso l’Ospedale di Cosenza, il rettore dell’Unical Gianluigi Greco e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar. Dopo due anni dall’avvio del progetto Unical per la sanità si registrano ulteriori e decisivi passi in avanti nel miglioramento dei servizi sanitari sul territorio, dell’incremento dell’offerta di cure e salute e nell’inversione del trend di migrazione sanitaria.

I nuovi macchinari

L’ospedale Annunziata di Cosenza si dota di un nuovo Robot Da Vinci Sp (Single Port). Il costo si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro. Il Da Vinci replica i gesti eseguiti dal chirurgo alla console, ma consente di operare con maggiore precisione grazie alla soppressione del tremore naturale delle mani e alla possibilità di moltiplicare i movimenti. La chirurgia – negli anni – ha sfruttato diversi punti d’accesso da cui far passare le braccia chirurgiche del robot, con il Da Vinci SpP – costituito da un unico braccio – consentirà di limitare ulteriormente l’invasività chirurgica. Non solo. L’Annunziata può già contare su un sistema robotico endoluminale ION che rappresenta oggi l’unica piattaforma di navigazione virtuale certificata sul mercato europeo per l’albero tracheobronchiale.

L’Unical per la sanità

«Abbiamo dato un seguito forte all’interno della struttura universitaria e questo è importante perché l’Ateneo ha bisogno anche di affrontare il percorso di medicina in una maniera rigorosa. Per il futuro ci sono stati passaggi notevoli», sostiene il Rettore Greco. «Abbiamo definito una condizione quadro per la quale tutte le pratiche di medicina seguono i normali iter che hanno i grandi Atenei». Il Magnifico dell’Unical immagina una grande sfida. «Sono convinto che l’Università della Calabria possa dare il suo contributo fondamentale alla sanità regionale. Questo è un esempio veramente lampante. Potevamo scegliere con un finanziamento di fare qualunque cosa, ma abbiamo deciso di spendere in tecnologia al servizio dei cittadini. Questo fa la differenza».
L’Unical vanta una grande tradizione nel mondo ingegneristico, dell’intelligenza artificiale, della robotica.
«Questa tecnologia ci permette di fare screening – dice Franca Melfi – siamo in grado non solo di fare diagnosi ma anche di intercettare piccoli noduli che verosimilmente sarebbe complicato da trovare. Fino ad oggi noi facevamo Tac di controllo, oggi con una semplicità enorme possiamo andare a biopsiarli senza essere invasivi».

Un centro all’avanguardia

«Da qui a pochi mesi avremo davvero un centro all’avanguardia, ma dobbiamo fare in modo che questo progetto non sia sorretto dagli uomini ma da un sistema virtuoso», dice il Dg Vitaliano De Salazar. «Tutto deve essere naturale. I dati sanitari ci sono e dobbiamo ulteriormente spingere verso una integrazione reale dell’assistenza». Per De Salazar è una giornata speciale che certifica un percorso di crescita dell’Ao. «Registriamo un dato in controtendenza: l’adesione dei professionisti ai concorsi all’Annunziata. Abbiamo 51 domande e 6 posti disponibili. Un fatto eccezionale per la Calabria che certifica – al di là dei punti di vista – come il sistema stia diventando sempre più attrattivo». (f.benincasa@corrierecal.it)

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