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Il racconto

“Pane, amore e Maria”: la Resistenza raccontata dalla forza delle donne

Domenica 8 marzo al Centro Sociale Fasano di Catanzaro la presentazione del nuovo libro di Rita Parentela

Pubblicato il: 26/02/2026 – 13:24
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“Pane, amore e Maria”: la Resistenza raccontata dalla forza delle donne

CATANZARO Un amore che attraversa il tempo. Una storia che affonda nelle radici familiari e collettive della Calabria. Sarà presentato domenica 8 marzo, alle ore 17, al Centro Sociale Fasano in via Scopelliti, Pane, amore e Maria, il nuovo libro di Rita Parentela (nella foto), pubblicato da Edizioni Vallescrivia. L’appuntamento, inserito simbolicamente nella Giornata internazionale della donna, si annuncia come un momento di riflessione sulla memoria, sulla forza femminile e sui legami che resistono alle prove della storia. A dialogare con l’autrice saranno Maria Rita Galati, giornalista; Rosaria Vazzano, presidente Fidapa Crotone; Francesca Falcone, docente Unical; e lo scrittore Marco Angilletti. L’ingresso è libero. L’iniziativa è promossa con il coinvolgimento di Arci Calabria – Comitato Regionale, Calabriamente Social Innovation Hub e Movimento Consumatori Catanzaro. Terzo libro di Rita Parentela, affermato avvocato del Foro di Catanzaro, Pane, amore e Maria nasce dopo Storia di un compagno dimenticato, dedicato alla figura del nonno Luigi. Questa volta, però, lo sguardo si sposta su Maria, la nonna: donna analfabeta, sarta, madre, rimasta nell’ombra di un marito impegnato nella lotta antifascista, ma vera colonna portante della famiglia. Il romanzo – ispirato a una vicenda reale, pur rielaborata in forma narrativa – racconta la Resistenza da una prospettiva diversa: non quella delle piazze o dei comizi, ma quella delle case povere, delle cucine, dei figli da crescere nella fame e nella paura. Luigi combatte per la libertà collettiva; Maria combatte per la sopravvivenza quotidiana. È lei che tiene insieme tutto mentre il marito entra ed esce dal carcere, mentre il regime stringe la sua morsa, mentre la guerra porta lutti e privazioni. Maria cresce nel silenzio, ma non nella rassegnazione. Impara a firmare il proprio nome, rivendica per le figlie un destino diverso, sfida i pregiudizi di una società patriarcale. Accetta di nascondere in casa una famiglia ebrea, consapevole del rischio, perché per lei aiutare è un imperativo morale prima ancora che politico. Tra maternità, dolore e sacrificio, la figura di Maria emerge come simbolo di tutte le donne che hanno “tenuto in piedi il mondo” mentre gli uomini combattevano o cadevano. Il pane è la fatica quotidiana, l’amore è la scelta di restare, Maria è il punto d’incontro tra resistenza privata e storia collettiva. Con questo libro, Rita Parentela compie un’operazione di memoria che è insieme personale e universale: raccontare chi non ha lasciato archivi, chi non ha scritto manifesti, ma ha reso possibile ogni cambiamento. Perché senza donne come Maria, nessuna rivoluzione avrebbe retto.

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