Corigliano-Rossano, Stasi: «Interveniamo dove altri non arrivano». Ancora fuori casa gli evacuati a Crosia
Il primo cittadino denuncia ritardi e problemi organizzativi degli enti preposti

CORIGLIANO ROSSANO Il giorno dopo l’ondata di maltempo che ha colpito lo Jonio cosentino, il territorio fa i conti con danni diffusi, frane e criticità ancora in fase di risoluzione. A tracciare un primo bilancio è il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che in un lungo post sui social parla di una situazione particolarmente complessa. «Ieri gran parte dell’acqua su Toscano è arrivata da questo punto e dalla SP190, il cui fosso laterale non esiste più da tempo, mai pulito, come su gran parte delle provinciali. Di solito tocca alla SP191 allagare il territorio, stavolta è toccato alla 190. Siamo intervenuti come Comune, prima per fermare l’acqua, poi per riaprire la strada: il mezzo più vicino della Provincia probabilmente era verso Acri o San Giovanni in Fiore. Il Consorzio di Bonifica devo dire è rimasto operativo fino a notte, e ringrazio davvero tutti gli operatori, ma c’è un ma che riguarda la funzione e l’organizzazione di questo ente che Occhiuto ha centralizzato.
Il 90% delle esondazioni di ieri riguardano canali consortili, da Dragonetto a Schiavonea passando da Gammicella. Una rete enorme , da tenere pulita con quali mezzi? Ieri, in emergenza, mentre chiedevamo di intervenire sul Missionante esondava Gammicella, mentre erano su Gammicella esondava a Schiavonea e Ricota Grande e così via. Più che riformarlo, lo hanno deformato. Siamo intervenuti in somma urgenza anche per ripristinare l’argine del Muzzolito, per la terza volta. Abbiamo chiesto poi a Calabria Verde di intervenire sulla foce del Malfrancato prevenendo esondazioni. Risposta: non abbiamo mezzi in zona. Mi sembra giusto, abbiamo soltanto decine di torrenti, migliaia di ettari di foreste ed il Crati. Siamo intervenuti noi per aprire la foce, mentre oggi i mezzi di Calabria Verde sono arrivati. Inutile dire che tutte le criticità emerse ieri erano state segnalate in questi anni. L’acqua ieri è stata tanta? Si, lo dimostrano le frane, che però sono anche frutto di incendi. Ci sono, però, interi apparati regionali che le pagine del vocabolario con le parole “prevenzione” e “presidio” le hanno strappate. Mi chiedo, inoltre: per tutti gli interventi che continuiamo a fare in sostituzione di altri, chi paga? Dopo il ciclone Harry ho lasciato correre. Dopo Ulrike questo aspetto l’ho ritenuto secondario, ma stavolta andrò fino in fondo anche su questo. Continueremo a lavorare lungo tutto il territorio fino alla rimozione di ogni criticità».



La situazione a Crosia
Situazione critica anche a Crosia, dove ieri le forti piogge hanno provocato l’esondazione delle fiumare Trionto e Fiumarella e allagamenti diffusi. Nel centro storico una frana nei pressi delle case popolari ha reso necessaria l’evacuazione precauzionale di circa 80 persone. Al momento, secondo quanto si apprende, le famiglie delle nove abitazioni evacuate ieri dopo gli allagamenti e le frane, che hanno interessato soprattutto il centro storico di Crosia, non hanno fatto rientro a casa. Sul posto operano la Protezione civile, tanti volontari e diversi operai delle ditte locali per rimuovere l’acqua e il fango dalle strade e dagli scantinati.
Nelle ore dell’emergenza, la sindaca Maria Teresa Aiello aveva lanciato un appello alla comunità: «Abbiamo bisogno del cuore della nostra comunità… c’è bisogno di mani e di persone pronte ad aiutare chi è rimasto isolato o in difficoltà». Un invito alla solidarietà accompagnato dalla presenza costante sul territorio: «Sto girando personalmente sul territorio e vedo situazioni che richiedono l’aiuto di tutti».
(redazione@corrierecal.it)
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