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Fede, comunità, integrazione

A Reggio Calabria un campo sportivo diventa moschea per l’Eid al-Fitr: oltre 1.500 musulmani si riuniscono per celebrare la fine del Ramadan

Un momento di preghiera collettiva che segna la crescente presenza della comunità islamica e l’appello per una moschea in città

Pubblicato il: 20/03/2026 – 10:00
di Paola Suraci
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A Reggio Calabria un campo sportivo diventa moschea per l’Eid al-Fitr: oltre 1.500 musulmani si riuniscono per celebrare la fine del Ramadan

REGGIO CALABRIA Un campo sportivo di periferia che, per una mattina, cambia volto e significato. Nella zona sud di Reggio Calabria, nei campetti di Viale Messina, lo spazio solitamente dedicato ad allenamenti e partite si è trasformato in una grande moschea a cielo aperto per celebrare la fine del Ramadan.
Fin dalle prime ore del mattino, centinaia di persone hanno iniziato ad arrivare: uomini, donne, bambini. Famiglie intere, vestite a festa, hanno raggiunto il campo con tappeti, sorrisi e saluti. Un’atmosfera composta ma gioiosa, fatta di abbracci, strette di mano e attesa condivisa.
Poi la preghiera collettiva, ordinata e silenziosa. File compatte rivolte nella stessa direzione, il raccoglimento che avvolge lo spazio aperto, interrotto solo dalla voce dell’imam. Un momento intenso, vissuto come comunità musulmana dopo un mese di digiuno, preghiera e riflessione.
È l’Eid al-Fitr, la ricorrenza che segna la conclusione del mese sacro. Subito dopo il rito, il campo torna a riempirsi di vita: i bambini corrono, gli adulti si fermano a parlare, si scambiano auguri e datteri. La dimensione religiosa lascia spazio a quella conviviale, senza soluzione di continuità.
Una scena che racconta una presenza ormai stabile anche nel tessuto sociale calabrese. Non solo numeri, ma volti e storie che, pur mantenendo le proprie tradizioni, si intrecciano con il territorio.

Per un giorno, quel campo sportivo è diventato molto più di un luogo di gioco: uno spazio di incontro, identità e condivisione. Un’immagine semplice, ma significativa, di una città che cambia.
Racconta Hassan El Mazi (foto sopra), presidente del Centro culturale islamico reggino: «È la prima volta che superiamo i 1.500 fedeli. È una giornata importante: segna la fine del Ramadan, una giornata di pace, amore, gioia e felicità.

Una città accogliente

Reggio Calabria, come sappiamo, è una città accogliente. Siamo stati ospitati in questo bellissimo campo sportivo per la preghiera. Abbiamo trascorso una mattinata davvero significativa.
In città manca una vera moschea. I fedeli di religione islamica sono numerosi: oggi possiamo dire che non è arrivato nemmeno un quarto dei presenti abituali, perché molti non hanno potuto partecipare per motivi di lavoro, di trasporto o per altre ragioni.
La realtà è che solo a Reggio Calabria ci sono più di tremila fedeli musulmani. Tuttavia, manca una vera moschea: è una necessità concreta per la nostra comunità.
Per il momento ci organizziamo, abbiamo il Centro di cultura islamica, utilizzando questi spazi. Ma il nostro appello è rivolto alle istituzioni regionali e locali: chiediamo di essere aiutati ad avere una vera moschea.
All’interno del Centro portiamo avanti diverse attività. I ragazzi partecipano: insegniamo la lingua araba, la religione e cerchiamo di trasmettere elementi culturali importanti, per mantenerli in contatto con le loro origini.
Perché quando tornano nei Paesi d’origine senza conoscere la lingua, la cultura o la religione, questo può diventare un problema. Il nostro obiettivo è offrire loro questa opportunità, che riteniamo un diritto fondamentale».
E’ un momento di festa condiviso e sono tante le donne arrivate per pregare, in uno spazio riservato per loro separate dagli uomini.

Le testimonianze

«Sono stata in Marocco, che è il mio Paese d’origine. Lì è diverso – racconta una ragazza arrivate per l’Eid al-Fitr – per certi aspetti è meglio, perché è tutto più condiviso. Anche qui si sta bene, ma in Marocco si sente di più il senso della comunità.
Lì tutti partecipano alle feste, si respira un clima più collettivo. Qui in Italia, invece, ci si sente un po’ diversi, anche perché la maggior parte delle persone non celebra queste ricorrenze. Per questo, quando arriva una festa come la fine del Ramadan, per noi è ancora più importante stare insieme e condividere il momento».
«Dopo la preghiera di questa mattina, – aggiunge l’altra ragazza – passeremo la giornata in famiglia. Come da tradizione, si preparano tanti piatti: soprattutto dolci tipici. I marocchini fanno i loro dolci, ma ogni comunità ha le proprie specialità.
Non sempre riusciamo a partecipare alla preghiera del venerdì, soprattutto per via della scuola. Però quando ero in Marocco andavo regolarmente».

Cresce la presenza musulmana in Calabria

Una festa, questa, che riguarda i musulmani. Secondo le stime più aggiornate — elaborate sulla base dei dati della Fondazione ISMU ETS — i musulmani nella regione sarebbero oggi tra 27mila e 32mila.
Un incremento rispetto al passato, che segue il trend nazionale: in Italia la popolazione islamica ha ormai superato il milione e mezzo di persone, consolidando una crescita lenta ma costante.
In Calabria, però, i numeri restano contenuti e distribuiti in modo disomogeneo. A incidere è soprattutto la presenza straniera, che nella regione è inferiore rispetto alle grandi aree del Nord. Ma anche qui si delineano poli più dinamici.
È il caso di Reggio Calabria, dove la comunità musulmana rappresenta una delle realtà più significative del territorio: le stime parlano di tra 3mila e 5mila persone nell’area urbana e metropolitana.
Una presenza che cresce e si radica e che racconta una Calabria in trasformazione. In assenza di un censimento religioso ufficiale, i numeri restano stime, costruite incrociando cittadinanza e religione prevalente nei Paesi d’origine. Ma il quadro è chiaro: anche in Calabria, l’Islam non è più una presenza marginale, bensì una componente stabile del tessuto sociale.

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