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Disabilità, la Calabria accelera: al via il modello integrato socio-sanitario

Dalla sperimentazione estesa a tutte le province alla possibile intesa con Inps per rafforzare le Uvm: la Regione punta su presa in carico globale e progetti di vita personalizzati

Pubblicato il: 20/03/2026 – 19:40
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Disabilità, la Calabria accelera: al via il modello integrato socio-sanitario

CATANZARO Una vera e propria architettura istituzionale capace di saldare le prestazioni sanitarie a quelle sociali, trasformando il diritto all’assistenza in un percorso concreto di autonomia. Con questo obiettivo l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, ha coordinato questa mattina presso la Sala Verde della Cittadella i lavori del tavolo tecnico-operativo dedicato alla piena attuazione della riforma sulla disabilità. L’incontro ha visto la partecipazione della Dirigente Generale del Dipartimento Welfare, Iole Fantozzi, del Dirigente Generale del Dipartimento Salute, Ernesto Esposito, dei vertici regionali dell’Inps e dei rappresentanti di tutte le Asp e degli Ambiti Territoriali Sociali. «Stiamo costruendo una Calabria più inclusiva, capace di rispondere con dignità e precisione alle sfide della fragilità – ha dichiarato l’assessore Straface -. La riforma ci impone di andare verso l’integrazione socio-sanitaria attraverso una presa in carico che consideri la persona nella sua globalità: non solo salute e autonomia, ma contesto familiare, relazioni e inclusione sociale. Grazie all’impulso del Ministero per le Disabilità, la sperimentazione dei progetti di vita è stata estesa a tutte e cinque le province calabresi: un risultato straordinario che rende la Calabria l’unica regione in Italia a coprire l’intero territorio regionale. Vogliamo governare questa transizione accompagnando i territori in maniera graduale e concreta, garantendo un sostegno basato sui bisogni effettivi delle persone e delle loro famiglie».
L’assessore ha inoltre sottolineato di essere pienamente consapevole delle difficoltà oggettive legate alla carenza di risorse umane a livello di professionisti sanitari. Per questo motivo, la Regione Calabria sta studiando la possibilità di stipulare una convenzione con l’Inps che consenta di integrare le Unità di nalutazione multidimensionale (Uvm) con le professionalità sanitarie dell’Istituto (medici specialisti, psicologi e assistenti sociali). Tale sinergia permetterebbe di rafforzare la capacità operativa dei territori, ridurre i tempi procedimentali e garantire una continuità immediata tra l’accertamento della condizione di disabilità e la costruzione del progetto di vita personalizzato. L’assessore Straface ha evidenziato come, dopo la fase avviata a Catanzaro, da marzo 2026 il nuovo modello si estenda ufficialmente alle province di Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Questo passaggio rende necessario un coordinamento ancora più stretto per garantire che il sistema sia stabile e uniforme, superando definitivamente le logiche di separazione tra competenze istituzionali. Al centro del confronto è stata posta la condivisione dello schema di Accordo di programma tra Ats e Asp, atto che la Giunta si appresta a deliberare per definire regole comuni per il funzionamento dei Pua e delle Uvm.
Durante la sessione è stato analizzato lo stato di attuazione del Fondo nazionale per la non autosufficienza, con la conferma della scelta strategica di assegnare le risorse direttamente agli Ambiti Territoriali per garantire la continuità dei sostegni economici e dell’assegno di cura. Per vigilare sulla corretta applicazione dei protocolli, l’accordo prevede l’operatività di una Cabina di Regia regionale permanente composta dai dirigenti dei dipartimenti Salute e Welfare. «Vogliamo che il Progetto di vita diventi una realtà tangibile in tutta la Calabria – ha concluso Pasqualina Straface -. La sfida vinta oggi dimostra la volontà di costruire un welfare realmente integrato per assicurare che la qualità dell’assistenza sia la medesima in ogni angolo della regione, eliminando le disparità tra i territori e garantendo che nessun cittadino venga lasciato indietro».

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