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l’intervista del Corriere della calabria

Flotilla, nuova missione a Gaza. Si parte anche dalla Calabria, La Picciarella: «E’ necessario ripartire»

L’attivista ad aprile torna a bordo della Global Sumud Flotilla. «Il timore è vivo, soprattutto per quel che può succedere non facendo nulla»

Pubblicato il: 20/03/2026 – 10:50
di Fabio Benincasa
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Flotilla, nuova missione a Gaza. Si parte anche dalla Calabria, La Picciarella: «E’ necessario ripartire»

COSENZA Mentre il mondo sembra inerme dinanzi allo scoppio dell’ennesimo conflitto, i venti di guerra continuano a soffiare su Gaza City. L’attenzione si è spostata dal genocidio in Palestina alla guerra in Medio Oriente. Come nello scorso autunno, decine di imbarcazioni e centinaia di attivisti si apprestano a salpare verso Gaza, per rompere il «blocco illegale imposto da Israele sulle coste palestinesi». Nella sede dell’associazione “La Base” a Cosenza, Tony La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla, lancia chiari messaggi nel corso di un partecipato incontro. Ad aprile, è pronto ad imbarcarsi per questa nuova missione, e con attivisti dai coordinamenti calabresi per la Palestina. Come racconta in una intervista al Corriere della Calabria.

Pronto per una nuova missione? 

«Sì, siamo sempre pronti. Cambia sicuramente il momento, in questi quattro mesi abbiamo potuto vedere una torsione sia imperialista da parte degli Stati Uniti, del regime israeliano, ma anche di tutti i paesi alleati coinvolti, incluso il nostro. Abbiamo visto anche in Italia una torsione repressiva, tramite i Ddl Sicurezza, la nuova legge che paragona l’antisionismo e l’antisemitismo e poi l’attacco alle comunità palestinesi, le oltre 600 sanzioni e denunce arrivate a tutte quelle persone che sono scese in piazza durante i mesi di settembre e ottobre e anche l’invisibilizzazione del genocidio che è ancora in corso. Il momento è preoccupante, ma è proprio per questo che è necessario ripartire».

I venti di guerra bussano alle porte dell’Europa

«Sì, esatto. Adesso è semplicemente più visibile perché la direzione dei nostri governi è sempre stata questa. Coinvolgerci in primo piano in guerre non nostre per il profitto di pochi che calpesta la dignità, l’autodeterminazione dei popoli, i nostri diritti. Oggi, sfortunatamente, è più visibile, ma anche per questo ci auguriamo che la stagione di mobilitazioni, di presa di coscienza riparta perché credo che questa sia una delle battaglie più importanti della nostra generazione e che dobbiamo assolutamente vincere».

E’ un mondo decisamente precario

«Sono meridionale, sono pugliese, e in realtà questa direzione del nostro modello economico che schiaccia i territori e le nostre le vite in funzione di un profitto non nostro per me è evidente da quando siamo nati. Più ci allontaniamo dalle nostre coste, più ci avviciniamo al Sud – in questo caso alla Palestina – e più diventa terrificante e evidente dove si può spingere un governo e il nostro modello economico per sottrarre risorse. Il timore è vivo, ma soprattutto per quel che può succedere non facendo nulla, questa missione riguarda tutti, anche il nostro futuro». (f.b.)

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