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Il caso di Giulia a Ricadi, Tripodi: «Mancano case popolari idonee»

Per mamma Chiara e la figlia disabile la vita quotidiana è diventata un’emergenza cronica. La richiesta è l’assegnazione di una casa popolare al piano terra

Pubblicato il: 20/03/2026 – 12:54
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Il caso di Giulia a Ricadi, Tripodi: «Mancano case popolari idonee»

RICADI La disperazione di una madre che quotidianamente è costretta a portare in braccio, su e giù per tre piani di scale, la figlia disabile di dieci anni. È la storia drammatica di Chiara Calamita, mamma coraggio di 32 anni, la cui casa è una prigione dalle barriere architettoniche che sembrano insormontabili. A Santa Domenica di Ricadi, per la donna e per la figlia Giulia, la vita quotidiana è diventata un’emergenza cronica. La situazione, ormai drammatica, ha spinto la donna a lanciare un appello accorato alle istituzioni. La richiesta è l’assegnazione di una casa popolare al piano terra che sia realmente accessibile e dignitosa per Giulia. Il caso, partito dal Comune di Ricadi e passato per la Prefettura di Vibo Valentia, è approdato finalmente sui tavoli della Regione Calabria. La famiglia nelle scorse ore è stata contattata dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, per avviare un’istruttoria urgente sul caso.

L’impasse del Comune: «Non abbiamo disponibilità di case idonee alla richiesta»

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Ricadi, Nicola Tripodi, che ai nostri microfoni ha delineato un quadro di carenza strutturale, pur confermando l’impegno dell’amministrazione: «Il Comune, purtroppo, non ha disponibilità immediate», ha dichiarato il sindaco. «Ci stiamo muovendo attraverso i servizi sociali, ma ci scontriamo con un dato oggettivo: la mancanza di alloggi idonei. Gli immobili sono di proprietà dell’Aterp e vengono assegnati al Comune solo quando tornano disponibili, per poi essere assegnati agli aventi diritto. Ad oggi, non possiamo soddisfare questa richiesta perché manca, fisicamente, la casa». Nonostante lo stallo, Tripodi assicura che la macchina assistenziale non è ferma: «I servizi sociali si sono attivati per trovare una soluzione che possa alleviare questa situazione. Spetta a loro, ora, prendere le decisioni più rapide per andare incontro a una richiesta che riconosciamo come assolutamente legittima».

Oltre la burocrazia

La speranza è che l’interessamento delle istituzioni trasformi la “legittima richiesta” di una madre disperata, in una chiave che apra, finalmente, una porta a una esigenza tanto semplice quanto rimasta inascoltata per troppo tempo. Perché a pesare, oltre ai continui viaggi su e giù per decine di scale con la propria bimba in braccio, su mamma Chiara è soprattutto l’indifferenza e l’impossibilità di poter assicurare alla piccola Giulia una vita dignitosa, con la possibilità di spostarsi in maniera idonea. (redazione@corrierecal.it)

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