Inchiesta Ducale, archiviato il filone elettorale e prosciolti 33 indagati – I NOMI
Il Gip esclude una “ragionevole previsione di condanna” per politici e amministratori locali. Prosegue invece il processo contro la cosca Araniti

REGGIO CALABRIA Un lungo elenco di archiviazioni segna oggi un nuovo capitolo nell’inchiesta “Ducale”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, guidata da Giuseppe Borrelli, contro la cosca Araniti. Una parte di quell’indagine, relativa a 33 posizioni, era stata stralciata dalla Dda che, nell’aprile 2025, ha chiesto il rinvio a giudizio per gli imputati principali.
Il Gip Giuseppina Laura Candito ha, infatti, accolto la richiesta della Procura di archiviazione nei confronti di numerosi esponenti politici indagati per presunto scambio elettorale politico-mafioso, stabilendo che le prove raccolte non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna.
Nella decisione, il Gip scrive testualmente: «dispone l’archiviazione del procedimento perché gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca».
Tra le posizioni archiviate figurano nomi di primo piano della politica locale e regionale. Tra questi l’ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Neri, che nell’estate 2024 aveva visto rigettata la richiesta di arresto dal gip e dalla Corte di Cassazione. L’archiviazione riguarda anche l’ex sindaco di Reggio Calabria e oggi consigliere regionale Giuseppe Falcomatà (Pd), il sindaco facente funzioni e candidato del centrosinistra alle prossime comunali, Domenico Donato Battaglia (Pd), il consigliere Mario Cardia (Noi moderati), l’ex senatore Giovanni Emanuele Bilardi e il consigliere comunale Giuseppe Sera.
Il caso di Neri aveva avuto importanti ripercussioni politiche: dimissioni dal ruolo di capogruppo e rinuncia temporanea all’attività politica, sempre sottolineando la propria estraneità ai fatti. Falcomatà, da parte sua, ha commentato con un lungo post sui social: «Ricordo titoloni, sit-in e proteste che chiedevano le mie dimissioni. Oggi, con l’archiviazione, emerge la verità: il lavoro delle istituzioni deve essere rispettato e letto con imparzialità».
Rimane invece confermata la gravità delle accuse nei confronti dei principali esponenti della cosca Araniti. L’inchiesta, condotta dal ROS dei carabinieri su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e avviata nel 2019, aveva già delineato un quadro allarmante: un controllo capillare del territorio di Sambatello, con ingerenze nella gestione della discarica locale, imposizione del personale alle ditte incaricate, estorsioni su appalti pubblici e relazioni con altre consorterie criminali attive a Diminniti e Calanna. Le indagini avevano anche documentato limitazioni all’attività venatoria nelle zone rurali, a dimostrazione del potere diffuso della cosca.
Il processo, che si è aperto lo scorso settembre, è articolato in due tronconi: undici imputati affrontano il giudizio con rito ordinario, mentre sette il rito abbreviato. La Regione Calabria e la Città metropolitana di Reggio Calabria si sono costituite parte civile, riconoscendosi come enti danneggiati da un sistema che avrebbe minato la regolarità delle istituzioni democratiche.
L’archiviazione del filone elettorale esclude quindi, secondo il tribunale, una concreta ingerenza della ’ndrangheta nelle tornate elettorali del 2020 e del 2021, rimettendo al centro del dibattimento solo le dinamiche criminali legate alla cosca e alla sua influenza sul territorio.
Elenco dei 33 archiviati
Giuseppe Neri, Giuseppe Falcomatà, Domenico Donato Battaglia, Mario Cardia, Giovanni Emanuele Bilardi, Barreca Fortunato, Stelitano Carmelo, Rugolino Filippo, Foderaro Antonio, Barillà Luca, Chirico Giuseppe, Barillà Paolo, Scarpella Angelo, Coppola Santo Antonino, Germano’ Luigi, Siclari Giovanni, Zumbo Paolo, Pirrello Emilio, Utano Pasquale, Bova Filippo, Kangas Kostantinos, Bilardi Giovanni Emanuele, Princi Domenico, Delfino Santo, Zito Rocco, Repaci Giuseppe, Pensabene Paolo, Araniti Domenico, Barillà Daniel, Rugolino Sergio, Catalano Paolo Pietro, Sera Giuseppe Francesco, Borruto Ignazio, Princi Antonino, Gattuso Franco.
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