Torino, il corteo per le vittime innocenti delle mafie. Tantissimi i calabresi: «Chiediamo verità e giustizia»
Tra i presenti, tra gli altri, anche il procuratore della Repubblica di Torino, già procuratore a Reggio Calabria Giovanni Bombardieri

TORINO Aria di primavera, una primavera anzitutto civica, che vede in prima linea l’associazione Libera contro le mafie. Questo 21 marzo, nella XXXI Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno organizzata dall’associazione fondata da don Luigi Ciotti, è Torino a ospitare, nel primo giorno di primavera, l’evento che rappresenta un impegno collettivo contro criminalità organizzata e corruzione.
Oggi l’abbraccio è per i familiari delle vittime innocenti delle mafie, senza dimenticare le vittime delle stragi, del terrorismo e del dovere.


L’impegno: 1.117 storie
Istituita nel 2017, la Giornata nasce nel 1996 in Campidoglio, quando venne letto per la prima volta l’elenco delle vittime innocenti curato da Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia. Da allora rappresenta un appuntamento fisso che si tiene ogni 21 marzo e che coinvolge scuole, associazioni e cittadini, in cui le parole d’ordine sono partecipazione civile, memoria viva e responsabilità condivisa.
Quest’anno ai nomi già inseriti nel lunghissimo elenco delle vittime innocenti, ne sono stati aggiunti altri sedici. Sono 1.117 i nomi di chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata. Nomi che raccontano storie di uomini, donne, bambini, che non devono essere dimenticate, e che per questo ogni anno vengono letti sul palco uno ad uno.
Tra le figure centrali ricordate quest’anno in Piemonte c’è Bruno Caccia, procuratore capo di Torino, ucciso per mano della ‘ndrangheta la sera del 26 giugno 1983. Il suo fu il primo e l’unico omicidio di un magistrato per mano della criminalità organizzata nel Nord Italia.
Il corteo: tantissimi calabresi presenti
Partito da Piazza Solferino, con arrivo a Piazza Vittorio, il corteo è un tripudio di colori che simboleggiano forza e speranza. In testa i familiari delle vittime innocenti, con il presidente e fondatore di Libera don Luigi Ciotti. Tra i presenti al corteo, tra gli altri, anche il procuratore della Repubblica di Torino, già procuratore a Reggio Calabria Giovanni Bombardieri. Sono tantissimi i familiari calabresi giunti dalla Calabria e da ogni parte d’Italia per ricordare i propri cari. “Siamo qui per ribadire il nostro impegno”, afferma ai nostri microfoni la co-referente di Libera Calabria Deborah Cartisano, figlia di Lollò Cartisano, rapito e ucciso dalla ‘Ndrangheta nel 1993. “Mio zio ogni anno il 25 giugno, giorno dell’agguato, organizza una partita di calcetto per ricordare Dodò”, dice al Corriere della Calabria la cugina del piccolo Domenico Gabriele, ucciso per errore durante un agguato in contrada Margherita, a nord di Crotone, nel 2009. L’evento quest’anno ha il titolo “Fame di verità e giustizia”, a sottolineare che l’80% dei familiari ancora oggi non conosce la verità. “Non possiamo dimenticare tutte queste morti, chi si è sacrificato per la nostra libertà e per la democrazia del nostro Paese”, ha detto don Luigi Ciotti, che ha ribadito l’importanza dell’impegno civico. (redazione@corrierecal.it)
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