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il dopo referendum

Il centrodestra in Calabria, tra preoccupazioni romane e ambizioni di riscatto

La sconfitta può aprire una nuova fase per la maggioranza alla Regione, legata anche alle dinamiche del governo e dei partiti nazionali. All’orizzonte il test delle Comunali

Pubblicato il: 24/03/2026 – 16:18
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Il centrodestra in Calabria, tra preoccupazioni romane e ambizioni di riscatto

LAMEZIA TERME Il gusto amaro della sconfitta e l’ambizione del riscatto. La Calabria rientra in un contesto nazionale complessivamente negativo per il centrodestra, eccezione fatta per tre regioni del Nord che hanno premiato la riforma della giustizia e con essa, evidentemente, il governo Meloni. E come tutte le regioni nelle quali il Sì è crollato, anche la Calabria – secondo gli analisti – potrebbe risentire degli effetti del voto a livello nazionale, delle tensioni e dei nuovi equilibri che si determineranno nel governo Meloni, nei partiti alleati e tra i partiti alleati. Giusto per spiegare bene: ad esempio, oggi “Repubblica” rilancia la tentazione del voto anticipato da parte di Meloni, e sempre “Repubblica” riferisce di malumori interni a Forza Italia – partito di cui il governatore della Calabria Roberto Occhiuto è uno dei leader – e di una Marina Berlusconi molto delusa, con tanto di leadership di Antonio Tajani di nuovo nel mirino delle ansie di rinnovamento azzurre e con tanto di possibili congressi regionali già ad aprile. Si vedrà cosa succederà – se succederà qualcosa – nelle prossime settimane.

L’agenda delle priorità

Il centrodestra calabrese secondo gli analisti resta comunque ampia maggioranza e ancora ben saldo alla guida della Regione, ma certo la partenza di quest’ultima legislatura è stata indubbiamente meno sprint della precedente. La maggioranza di governo alla Regione infatti per il momento sembra essersi occupata soprattutto degli assetti di potere, dando priorità a provvedimenti come la modifica dello Statuto per aumentare i numeri degli assessori e reintrodurre la figura controversa e un po’ oscura dei sottosegretari, operazioni funzionali chiaramente a riequilibrare i rapporti interni tra gli alleati. Nell’agenda del centrodestra il referendum era chiaramente la priorità ma adesso lo step è stato scavallato, sia pure con un bel po’ di acciacchi, e ora l’agenda mette sul tavolo altre priorità e altri appuntamenti che potrebbero fornire l’occasione del riscatto e del rilancio dell’azione in Calabria. Restano ovviamente sul tappeto questioni dirimenti legate a doppio filo con il livello nazionale, come l’uscita della sanità calabrese dal commissariamento, con Occhiuto che ha in tasca l’accordo politico con il governo Meloni ma non ha ancora il via libera dei burocrati del Mef e della Salute, che saranno ottusi ma sono comunque ossi duri. E con il clima rovente che si sta già sprigionando dopo il referendum Roma rischia di diventare una polveriera…

I dossier “domestici”

Poi ci sono le questioni “domestiche”. Il tema dell’allargamento della Giunta regionale con l’ingresso di un assessore in quota Lega e uno in quota Noi Moderati, passaggio che – si dice da fonti qualificate – Occhiuto potrebbe consumare a cavallo di Pasqua, dopo che si sono un po’ decantate le tossine referendarie (intanto c’è da approvare la “leggina” per regolamentare la figura dei sottosegretari, forse ce la si può fare nel prossimo Consiglio regionale, in programma verosimilmente lunedì 30 marzo). E poi, soprattutto, a fine maggio, le Amministrative in città importanti della Calabria come Reggio e Crotone: il centrodestra è dato per superfavorito, ma a Reggio la scelta del candidato a sindaco che sembrava cosa fatta mesi fa è ancora “appesa” (ma l’azzurro Francesco Cannizzaro resta “in pole”) e a Crotone non c’è ancora la piena convergenza di tutto il centrodestra sulla figura dell’uscente Vincenzo Voce, che ha abbracciato il centrodestra dopo una storia e un cursus politico di tutt’altro genere. La quadra come al solito si troverà. Saranno comunque proprio le Amministrative il test, il “termometro” dello stato di salute del centrodestra in Calabria. (a. cant.)

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