’Ndrangheta, l’asse della droga tra Vibonese e Nord nelle chat del gruppo Maiolo. «Vogliono 10 chili, vengono subito»
Le conversazioni criptate ricostruiscono i contatti tra Angelo Maiolo, Domenico Fortuna e Stefano Terremoto. Trattative, rinvii e pagamenti a credito per la compravendita di marijuana

Le conversazioni criptate della piattaforma Sky ECC ricostruiscono uno dei numerosi episodi di traffico di stupefacenti contestati nell’inchiesta che nei giorni scorsi ha portato all’emissione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 15 persone ritenute, a vario titolo, coinvolte in un’organizzazione dedita al traffico di droga e ritenuta collegata alla ’ndrina Maiolo di Acquaro, nel Vibonese.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’operazione “Aquarium”, tra i tanti emergono anche le figure di Angelo Maiolo, Domenico Fortuna e Stefano Terremoto, quest’ultimo indicato come uno dei fornitori della rete e residente in Piemonte. Le indagini descrivono un sistema di approvvigionamento e distribuzione di stupefacenti – principalmente marijuana ma anche hashish e cocaina – con basi operative in Calabria e ramificazioni in diverse regioni italiane.
Il rapporto con il fornitore piemontese e l’asse Maiolo-Fortuna
Dalle chat emerge lo stretto rapporto tra Angelo Maiolo e Stefano Terremoto, con il quale l’indagato avrebbe intrattenuto contatti per l’acquisto di sostanze stupefacenti.
Le conversazioni analizzate dagli investigatori, relative al periodo compreso tra l’8 e il 21 ottobre 2020, documenterebbero la trattativa per una partita di hashish. Maiolo avrebbe poi tentato di collocare la sostanza tra diversi potenziali acquirenti, fornendo anche alcuni campioni.
Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, tuttavia, la qualità dello stupefacente non avrebbe convinto i compratori, inducendo Maiolo a rinunciare all’acquisto di ulteriori quantitativi dal fornitore piemontese.
Dalle indagini emerge anche il rapporto di collaborazione tra Angelo Maiolo e Domenico Fortuna. Quest’ultimo, secondo gli inquirenti, non sarebbe stato un semplice intermediario ma un soggetto dotato di una propria rete di contatti nel traffico di stupefacenti. I due avrebbero operato spesso in maniera coordinata, arrivando anche a rifornire reciprocamente i rispettivi clienti quando uno dei due risultava momentaneamente privo di merce. Tra i contatti di Fortuna figurerebbe anche Ivano Piperissa, soggetto residente in Lombardia e ritenuto noto negli ambienti del narcotraffico.
La trattativa per 10 chili di marijuana
Uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori riguarda l’approvvigionamento di 10 chilogrammi di marijuana, che sarebbe stata fornita da Francesco Zoccoli con la collaborazione di un altro uomo non identificato. La consegna, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe avvenuta nella provincia di Salerno, mentre Maiolo e Fortuna avrebbero svolto il ruolo di intermediari tra fornitori e acquirenti. Le trattative emergono chiaramente dalle chat Sky ECC. Il 27 giugno 2020 Maiolo scrive a Fortuna riferendo la richiesta di alcuni compratori: «Allora questi vogliono caricare lunedì o martedì…Fatemi sapere se si può caricare».
Il giorno successivo l’indagato insiste sulla possibilità di concludere rapidamente l’operazione:«Ma per domani ce la facciamo? … Ok poi fatemi sapere quanto posso caricare…Così mi organizzo per il viaggio».
Gli acquirenti pronti con i soldi
Dalle conversazioni emerge come la richiesta di stupefacente fosse particolarmente elevata. Maiolo spiega infatti di avere già diversi clienti pronti all’acquisto. In un messaggio scrive: «Ma quanto pensate che carichiamo?…Perché stanno aspettando me…Pure per il commerciale già 130 kg cercati. Soldi in mano. E per l’erba ne ho cercata 40 kg».
In un’altra chat sollecita i contatti a procurare un quantitativo maggiore per evitare continui spostamenti: «Vedete se ci fanno caricare un po’ di erba in più…senza fare avanti e indietro ogni 4 giorni».
Parallelamente, Domenico Fortuna contatta il presunto fornitore Francesco Zoccoli per verificare la disponibilità della sostanza. In un messaggio gli scrive: «A due giorni che vi cerco – Compà se possibile devo caricare altre 5 kili di erba». Poco dopo aggiunge che gli acquirenti sarebbero pronti a comprare quantitativi più consistenti: «Che vogliono 10 vengono subito…».Nel frattempo Maiolo resta in attesa con i potenziali compratori, cercando aggiornamenti sull’operazione. Poco dopo ribadisce: «Noi stiamo aspettando per caricare…sono qua con loro». Non ricevendo risposte immediate, decide di rientrare, sottolineando la distanza, 250 chilometri, che lo separa dai fornitori.
Il problema dei pagamenti
Dalle chat emergono anche le modalità di pagamento della partita di droga. Gli acquirenti avrebbero versato il denaro entro una settimana dalla consegna. Quando il fornitore manifesta timori sulla solvibilità dell’operazione, Fortuna si assume la responsabilità del pagamento: «Compà vi rispondo io personalmente».
Dagli atti risulta anche come le trattative andassero avanti per diversi giorni, tra attese e rinvii legati alla necessità di ottenere il via libera di un ulteriore soggetto coinvolto nella fornitura. Gli investigatori sottolineano come, anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e telematici, sia stato possibile ricostruire gli spostamenti dei soggetti coinvolti e confermare il ruolo di intermediazione svolto da Maiolo e Fortuna. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il centro decisionale delle attività illecite sarebbe stato localizzato nell’hinterland vibonese, da dove venivano gestiti i contatti con fornitori e acquirenti distribuiti in diverse regioni italiane. (f.v.)
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