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pasqua 2026

«L’amore come missione»: il messaggio pasquale del vescovo di Lamezia

Monsignor Stefano Parisi: «Contro la guerra e l’egoismo, portiamo la parola della speranza»

Pubblicato il: 01/04/2026 – 12:33
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«L’amore come missione»: il messaggio pasquale del vescovo di Lamezia

Il messaggio del Vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, per la Pasqua 2026:

Gli auguri per la Pasqua di questo 2026 partono dalla situazione nella quale oggi si trova ogni singolo uomo ma anche e, purtroppo, tutta l’umanità. È una condizione segnata, ancora una volta, dall’egoismo, dalla cattiveria, dall’odio, dalla volontà di potenza e, dunque, dalla guerra.
Questo è lo scenario. Potremmo dire che questa è la grande croce dell’umanità.
Ci sono le croci che affliggono giornalmente le singole persone, però, poi, ci sono quelle grandi croci che toccano da una parte all’altra tutta la comunità degli uomini. E, insieme al dolore, alla sofferenza e ad ogni ingiustizia e prevaricazione, la guerra è una di queste croci. Ma ci sono anche le altre nostre guerre, quelle di ogni giorno, che interrompono relazioni belle e solide, quelle guerre che si nutrono del nostro odio quotidiano.
Proprio dentro questo scenario si colloca la Pasqua di questo anno che, come sempre – contrapponendosi a ogni morte subdola e attraversando i vari mali spavaldi – è una Pasqua di speranza e di vita. Per noi credenti, per noi cristiani cattolici, questo annuncio è anche una consapevolezza e una missione, quella di portare dentro la storia, attraversata, segnata e sfregiata da tante croci, la parola dell’amore e della speranza che nascono da Gesù.
La seconda lettera ai Corinzi al capitolo quinto dice, con un preciso riferimento che l’apostolo Paolo fa alla morte e alla resurrezione del Signore, che l’amore di Cristo ci spinge. Sì. È proprio l’amore donativo a spingerci a entrare dentro la storia con lo stile pasquale. Dobbiamo essere “pasquali”, perché segnati dal mistero del Crocifisso Risorto. Il Cristiano sta nel mondo con la sua postura pasquale che è anche un principio storico operativo ed esistenziale: a noi cristiani la realtà ci “appartiene” e noi siamo chiamati a stare in quella realtà senza fuggirla, ma leggendola e interpretandola per servirla. In essa abbiamo il compito di portare la parola concreta dell’amore che vince l’odio e le frantumazioni, della speranza che vince la disperazione e l’angoscia e, guardando al crocifisso risorto, di proclamare la vita che vince la morte e ogni forma del morire.
Il messaggio è questo. E non è soltanto un modo di dire in una professione di fede astratta, ma è un modo d’essere “come comunità” nel mondo; insomma è lo stile di vita proprio dei credenti: abitare il mondo e la storia e dire all’umanità crocifissa che ancora c’è vita, che l’amore genera speranza, pace, gioia e storia rinnovata dal Vangelo.
Viviamo insieme, allora, il cammino verso la Pasqua come un percorso che attraversa le stazioni del dolore dell’umanità, della sofferenza, di quell’incomprensibile malattia che tocca ognuno di noi direttamente o indirettamente. Attraversiamo comunitariamente, non da soli, questa faticosa via della croce, toccando, con le mani e col cuore, le tappe più significative del dolore dell’umanità, facendoci portatori a tutti dell’unica parola che ha senso e dà senso alla vita: l’amore. La ripetiamo tante volte ma dobbiamo arrivare alla consapevolezza del peso di questo termine. Amore significa liberarsi da tutto ciò che ci tiene legati ai nostri interessi, al nostro potere, alle nostre divisioni, alle lacerazioni, e aprirci agli altri col dono della vita gettando le basi per costruire un’umanità nuova. Pasqua significa questo: entrare nel mondo con lo stile che ci appartiene, quello di uomini “pasquali”, capaci di portare sempre la vita nelle situazioni di morte, la speranza nelle situazioni di disperazione, l’amore nelle varie situazioni di odio”.
È questo l’augurio per tutti, per la Chiesa lametina in modo particolare, ma per tutti gli uomini di buona volontà: essere dentro il mondo con il nostro stile pasquale che è una missione, è un principio col quale ci mettiamo comunitariamente nella storia per servirla perché possa generare da quell’amore, novità per sempre.
Auguri di una Santa Pasqua di risurrezione a tutti.

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