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il punto politico

L’eterna contraddizione del campo largo. Unito da una parte, disunito da un’altra…

L’esito del referendum anche in Calabria manifesta segnali di riscossa del centrosinistra ma ancora manca qualcosa. Alla Regione compatto, sui territori un po’ meno

Pubblicato il: 01/04/2026 – 17:03
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L’eterna contraddizione del campo largo. Unito da una parte, disunito da un’altra…

LAMEZIA TERME Le variabili del campo largo in Calabria: alla Regione è un campo largo e anche unito, sui territori non è un campo largo perché è un po’ disunito. Il centrosinistra in Calabria è un’eterna contraddizione. Certo il fronte progressista anche in Calabria mostra segnali di riscossa, come ha dimostrato anche l’esito del referendum sulla riforma della giustizia anche se l’impressione è che la tornata referendaria, qui come a Roma, sia stata più una punizione per il centrodestra che una promozione a pieni voti del centrosinistra. Ma insomma, dopo le sconfitte in serie, e anche nette, alle urne delle Regionali molti analisti rilevano un trend in crescita per la coalizione, fermo restando che sul tappeto ci sono sempre “nodi irrisolti” come quello della mancanza di una vera leadership capace davvero di federare il campo largo. Un “nodo” che si potrà sciogliere evidentemente solo nel futuro più o meno immediato. Intanto, un’analisi di quanto accaduto negli ultimi giorni e di quello che potrà avvenire nelle prossime settimane – con le Amministrative che incombono in città importanti come Reggio Calabria e Crotone – dice un po’ di cose.

Il livello regionale

La prima. A livello regionale il centrosinistra si sta dimostrando più compatto di quanto non sia avvenuto negli ultimi 5 anni. Certo, il “collante” che agevola questo processo è forte, ed è l’opposizione al centrodestra di Roberto Occhiuto che sta offrendo, francamente, più di un motivo di unità all’altro schieramento. Plastica in questo senso è la vicenda delle modifiche dello Statuto della Regione che hanno portato all’allargamento della Giunta e alla reintroduzione della figura dei sottosegretari, vicenda che ha consentito al centrosinistra di soffiare sul vento dell’antipolitica a più non posso. La compattezza del fronte progressista a Palazzo Campanella si è dunque saldata nell’asse tra il Pd, M5S, Tridico Presidente e Casa Riformista. A parte la lenta marcia di distacco che sembra aver intrapreso il consigliere regionale Ferdinando Laghi, peraltro già dalla scorsa legislatura spesso allineato alla maggioranza, i banchi della minoranza ora sembrano tutti sincronizzati sulle stesse posizioni: un trend diverso rispetto alle prime sedute della legislatura ma soprattutto rispetto alla passata legislatura, quando l’opposizione è stata spesso debole e divisa in modo anche clamoroso. A contribuire a questa impressione di una maggiore sostanza dell’opposizione anche la qualità dei consiglieri regionali, in gran parte con storie politiche molto significative: basti pensare al gruppo M5S, che annovera due ex parlamentari come Elisa Scutellà e Elisabetta Barbuto, che hanno avuto modo di fare dure battaglie anche fuori dai confini regionali. Va comunque segnalato un aspetto: è anche vero che questa maggiore unità del centrosinistra al momento è evidente essenzialmente sul versante dell’opposizione e della protesta, un banco di prova sicuramente più indicativo sarà quello della capacità che la coalizione, anche in Calabria, dimostrerà di avere sul versante della proposta (e qui evidentemente c’è ancora parecchio da fare).

Il livello territoriale

Declinata sui territori invece l’unità sembra un processo ancora “incompiuto”, con diverse sfaccettature nelle realtà cittadine. In vista delle Amministrative di Reggio Calabria e di Crotone infatti gli analisti percepiscono una certa convergenza soprattutto tra Pd e Avs ma anche un disallineamento del M5S dal fronte unitario del centrosinistra. A Reggio Calabria infatti il M5S – a quanto sembra – non sosterrà il candidato sindaco uscito dalle primarie, Demetrio Battaglia, virando invece sul movimentista Pazzano, e a Crotone sempre il M5S appare il più tiepido nella coalizione all’ipotesi della candidatura del civico d’area Giuseppe Trocino, avvocato, che invece va bene ai dem e convince anche Avs; nei prossimi giorni comunque la casella Crotone potrebbe avere una svolta anche unitaria. Poi, c’è la piazza di Catanzaro, con Avs qui che invece manifesta rispetto al Pd maggiori segnali di insofferenza nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita. (a. c.)

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