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Garante della Salute

Stanganelli rilancia, nasce “Sanitativa”

L’ex Garante annuncia la nuova associazione civica con 500 iscritti e incassa l’appello di 13 oncologi per la riammissione

Pubblicato il: 01/04/2026 – 19:17
di Paola Suraci
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Stanganelli rilancia, nasce “Sanitativa”

REGGIO CALABRIA Nella cornice della storica sala biblioteca “Trisolini” di Palazzo Alvaro, davanti a giornalisti e telecamere, Anna Maria Stanganelli, affiancata dall’avvocato Antonino Napoli, ha scelto di essere lei stessa a comunicare la propria esclusione definitiva dall’elenco degli idonei alla carica di Garante della Salute. Un gesto di stile e di rispetto istituzionale, prima ancora che una notizia.

Tutto comincia con un decreto

Il punto di partenza è il decreto del Presidente Occhiuto del 31 luglio 2025, che ha interrotto bruscamente il mandato della Garante. La causa: una norma regionale che lega la fine dell’incarico alla fine della legislatura, senza alcuna garanzia di continuità per gli organi di garanzia indipendenti. Dice Stanganelli: «Nonostante fossero state avanzate numerose sollecitazioni alle commissioni competenti per una revisione normativa — finalizzata a equiparare gli organi di garanzia, come il Garante della salute e il Garante dell’infanzia, agli altri garanti in termini di durata del mandato — tali proposte non hanno avuto seguito. Di conseguenza, questo percorso si è interrotto prematuramente.
Successivamente, forte dell’attività svolta e della legge regionale istitutiva della figura del Garante della salute — che all’articolo 7 prevedeva, per il primo garante, la possibilità di rielezione qualora la prima applicazione fosse avvenuta oltre 180 giorni dall’emanazione della legge (circostanza verificatasi dopo ben 14 anni) — ho ritenuto opportuno presentare nuovamente la mia candidatura, con l’obiettivo di garantire continuità al lavoro svolto negli ultimi tre anni.
Tuttavia, il decreto relativo all’elenco provvisorio degli idonei ha stabilito la mia ineleggibilità ai sensi dell’articolo 4 della medesima legge, che prevede l’impossibilità di ricoprire più di due mandati. È stata quindi presentata un’istanza di riesame al Consiglio regionale, richiamando quanto disposto dall’articolo 7 in merito alla doppia rielezione.
Siamo qui anche per lanciare un messaggio chiaro: continuerò a impegnarmi affinché si giunga a una revisione della legge regionale. In primo luogo, per equiparare questo organo di garanzia agli altri garanti in termini di durata del mandato, svincolandolo da ogni logica politica e da ogni ciclo di governo regionale. In secondo luogo, per garantire anche al Garante della salute la possibilità della doppia rielezione, come previsto dall’articolo 7.
Infatti, se la fine della legislatura dovesse coincidere con un periodo estremamente breve — ad esempio un solo mese di attività del governo regionale — si creerebbe il paradosso di un garante il cui mandato si esaurirebbe in un tempo irrisorio. Una situazione che riteniamo inaccettabile». «Ho scelto di dirlo io».
«Ho ritenuto doveroso essere io stessa a dare questa comunicazione», ha spiegato la professoressa Stanganelli davanti alla platea di Palazzo Alvaro, «per rispetto dell’istituzione che ho servito in questi tre anni e per rispetto dei cittadini, dei medici e delle associazioni che in questi giorni mi hanno dimostrato stima, vicinanza e solidarietà».
Parole misurate ma cariche di determinazione perché la conferenza stampa non è solo l’epilogo di una vicenda amministrativa: è , soprattutto, il lancio di qualcosa di nuovo.

Nasce Sanitativa: medici, cittadini e 500 iscritti

Si chiama Sanitativa, una nuova realtà associativa già iscritta al Registro Nazionale del Terzo Settore, nata attorno a un nucleo di medici e cittadini con un obiettivo preciso: continuare a vigilare sulla sanità calabrese al di fuori delle istituzioni, ma con la stessa determinazione di sempre.
L’associazione conta già circa 500 iscritti e si propone come osservatorio permanente sulle criticità del sistema sanitario regionale, raccogliendo segnalazioni, anomalie e disservizi dal territorio per sottoporli con forza al governo regionale. Un pungolo civile, indipendente da ogni logica partitica.
A conferire all’iniziativa un profilo scientifico e istituzionale di primo piano è la presidenza onoraria del professor Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha dato la propria disponibilità a impegnarsi al fianco dell’associazione nell’interesse dei cittadini calabresi.

L’appello

Arriva puntuale, come una risposta corale e autorevole, la presa di posizione del mondo oncologico calabrese: tredici tra professori universitari e direttori di unità operative oncologiche di tutta la Calabria hanno firmato un appello formale indirizzato al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e al Presidente del Consiglio Regionale Salvatore Cirillo, chiedendo con forza la riammissione della ex Garante della Salute nell’elenco degli idonei alla nomina.
Una lettera datata 31 marzo 2026, vergata da nomi di primo piano della medicina calabrese, che trasforma una vicenda apparentemente burocratica in una questione di interesse sanitario regionale.
I firmatari — tra cui i professori Pierosandro Tagliaferri e Pierfrancesco Tassone, entrambi direttori di unità oncologiche e ordinari all’Università Magna Graecia di Catanzaro, e il professor Vincenzo Adamo, già coordinatore della Rete Oncologica Siciliana — non si limitano a contestare il profilo giuridico della vicenda. Pur riconoscendo che l’esclusione, disposta con la deliberazione n. 21 del 13 marzo 2026 dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, meriterebbe «un attento riesame alla luce della stessa normativa regionale», il cuore dell’appello è un altro: il valore concreto e insostituibile dell’esperienza maturata dalla professoressa Stanganelli durante il suo mandato.

Atto finale e nuovo inizio»

«Oggi vuole essere l’atto finale, ma anche il principio di un nuovo inizio», ha concluso Stanganelli con il sorriso che, dice, ha sempre contraddistinto il suo lavoro. Una missione, la sua, che evidentemente non si lascia fermare da nessun decreto. E con tredici oncologi calabresi che le danno pubblicamente ragione, il messaggio — indirizzato a Occhiuto e al Consiglio Regionale — è tutt’altro che silenzioso. (redazione@corrierecal.it)

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