Francesco voleva andare a Cutro, il viaggio mai compiuto del Papa
Nel libro di Cernuzio, il desiderio di Bergoglio di raggiungere la spiaggia del naufragio per stare accanto ai familiari delle vittime

Un Pontefice profondamente umano, capace di alternare l’ironia a una sensibilità rivolta costantemente agli ultimi. E’ il ritratto che emerge dalle pagine di “Padre. Un ritratto inedito di papa Francesco“, il libro in uscita del giornalista Salvatore Cernuzio. Il libro – come anticipa Repubblica – svela i retroscena di un Bergoglio privato, pronto a commentare con una risata i video virali della politica italiana o a difendere con fermezza i suoi gesti di cortesia, come la visita a Emma Bonino. «Non era una personalità facile, Francesco, lo riconosco», scrive Cernuzio. «Alcuni lati del carattere potevano risultare spigolosi, e lo caratterizzava anche una certa umoralità».
Il progetto di andare sulla spiaggia di Steccato di Cutro
«Aveva intenzione di trascorrere il Natale nella Striscia di Gaza, nella parrocchia che chiamava al telefono ogni sera alle 19 da quando sono iniziati i bombardamenti israeliani». Il cuore pulsante del racconto risiede, tuttavia, nei viaggi desiderati e mai compiuti, simboli di una missione che intendeva farsi presenza fisica nel dolore del mondo. In questo scenario emerge con forza il passaggio della volontà del Papa di andare a Cutro: Francesco aveva infatti espresso il desiderio profondo di rendere omaggio ai migranti morti nel tragico naufragio. In una mail inviata a Cernuzio, il Pontefice annunciava l’intenzione di recarsi a Crotone in elicottero per raggiungere la spiaggia di Cutro, così da «farsi vicino» ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime. Questo progetto, che si affiancava al sogno di trascorrere il Natale nella Striscia di Gaza o di toccare con mano la tragedia migratoria alle Canarie, rimase però irrealizzato. (redazione@corrierecal.it)
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