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L’INTERVISTA DEL CORRIERE DELLA CALABRIA

Pd Cosenza, Graziadio: «Nei prossimi anni il partito sarà una bella sorpresa per tutti»

Parla il capogruppo dem a Palazzo dei Bruzi: «Spero che il regalo dell’ultimo anno alla città possa essere la riapertura del Planetario, magari con l’intitolazione a Piperno»

Pubblicato il: 02/04/2026 – 7:03
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Pd Cosenza, Graziadio: «Nei prossimi anni il partito sarà una bella sorpresa per tutti»

COSENZA Nel gennaio del 2024 Francesco Graziadio, Aldo Trecroci e Gianfranco Tinto convocarono una conferenza stampa per annunciare uno strappo nel gruppo del Partito democratico, fondarono Democrazia a Partecipazione denunciando pratiche poco democratiche nella selezione della classe dirigente e soprattutto nella partecipazione interna. Oggi i tre consiglieri comunali sono nella maggioranza del partito e lo stesso Graziadio – dopo un congresso provinciale che ha ridisegnato i rapporti di forza interni – è capogruppo in Consiglio. «A volte le rivoluzioni possono essere incruente» sorride. E non si sottrae ai temi dei prossimi mesi che vedono i dem cosentini (e calabresi) in un agone elettorale che non sembra mai finito.

Quali sono i suoi propositi da capogruppo del Pd a Palazzo dei Bruzi?
«Discutere le pratiche del Comune in modo aperto e condiviso, cercando di fare in modo che il Partito democratico possa svolgere con autorevolezza il suo ruolo all’interno della coalizione. Incontri fra i consiglieri; incontri fra i consiglieri e gli assessori; incontri fra consiglieri, assessori e dirigenti. Ma anche, e credo sia molto importante, incontri fra gruppo del Pd e società civile. Il partito deve stare in mezzo alla gente per non essere visto come distante e lontano dai problemi».

Dal suo osservatorio tra i banchi della maggioranza, che consuntivo si sentirebbe di fare dell’operato di Franz Caruso finora, e cosa resta da fare nel prossimo anno?
«La cosa più importante, frutto di tanto lavoro e ferma determinazione politica, è il risanamento delle casse comunali. Rimettere i conti in ordine, restituire dignità all’amministrazione cittadina dopo la catastrofe del fallimento non è stata operazione scontata né banale. Le tentazioni di allargare il cordone della borsa sono sempre presenti – il cosentino, in tema di servizi, ha aspettative molto alte – ma il sindaco ha preferito guardare ai cosentini di domani e noi del Pd condividiamo questa scelta. Spero che il regalo dell’ultimo anno alla città possa essere la riapertura del Planetario, magari con l’intitolazione a Franco Piperno della Sala delle stelle».

Poco più di due anni fa, con la conferenza stampa in cui annunciavate la nascita del gruppo Democrazia e partecipazione, iniziava nel Pd cosentino un effetto “piano inclinato” che porta alla situazione attuale nel partito: quali le prospettive locali e il futuro della segreteria Lettieri?
«Mai avrei pensato, due anni fa, di ritrovarmi oggi capogruppo del Pd al Comune di Cosenza. A volte le rivoluzioni possono essere incruente. Anche io sono affezionato all’idea che quel sasso gettato nelle acque stagnanti della politica interna al Partito democratico abbia funzionato da innesco del rinnovamento. Un rinnovamento che in due anni ha visto affermarsi una classe dirigente completamente diversa dalla precedente, che si è conquistata sul campo la guida del partito. Anche qui il percorso è stato lo stesso: dialogo, confronto, quelle buone pratiche di partecipazione democratica che prima, nel partito, avevano scarsa cittadinanza. Oggi il Pd è un altro. Il segretario provinciale, Matteo Lettieri, ha attraversato un anno difficile fra congresso, Regionali, Provinciali e crisi difficili in tutti i territori, adesso però lo attendiamo alla prova della sfida più bella: la nomina di una segreteria qualificata e indipendente, l’istituzione dei tavoli tematici per confrontarci con i militanti su temi e bisogni territoriali. Tutto quello che manca per riabbracciare i compagni persi in trent’anni di diaspora verso l’astensionismo».

Quale invece lo scenario nel Pd regionale in vista delle politiche del 2027?
«Credo che la federazione provinciale e quella regionale abbiano l’obbligo di concordare con Roma candidature importanti, senza chiudersi negli steccati della rappresentanza, ma guardando al bene della nostra comunità. I nostri elettori ci hanno chiesto rinnovamento e partecipazione e noi dobbiamo raccogliere questa sfida confrontandoci senza timidezze con il nostro mondo. Quanto più sapremo affondare le nostre radici nella militanza sincera, tanto più potrà essere soddisfacente il riscontro elettorale. Nel nuovo Pd cosentino, nel nuovo Pd calabrese, c’è bisogno del contributo di tutti. Posso dirlo in conclusione? Sarò fastidiosamente ottimista: credo che il Pd calabrese, nei prossimi anni, sarà una sorpresa per tutti. Una bella sorpresa». (EFur)

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