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Dalla terra al riscatto, il modello de “Le Agricole”. Bavaro: «I fragili non sono la fragilità» – VIDEO

La presidente della cooperativa sociale e figura storica della Comunità Progetto Sud, racconta un percorso che unisce agricoltura, inclusione e tutela dell’ambiente

Pubblicato il: 03/04/2026 – 13:00
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Dalla terra al riscatto, il modello de “Le Agricole”. Bavaro: «I fragili non sono la fragilità» – VIDEO

LAMEZIA TERME In un tempo segnato da solitudine e individualismo, c’è chi prova a ricostruire relazioni partendo dalla terra. È il caso della cooperativa sociale “Le Agricole” di Lamezia Terme, nata all’interno dell’esperienza della Comunità Progetto Sud e guidata da Annamaria Bavaro, da anni impegnata nel lavoro con persone in condizioni di fragilità.
L’idea alla base del progetto è semplice ma potente: trasformare l’agricoltura in uno spazio che non sia solo produttivo, ma anche umano. Un luogo dove lavorare, ma soprattutto ritrovare sé stessi. «I fragili non sono la fragilità», sottolinea Bavaro, ricordando come ogni persona custodisca capacità e risorse spesso ignorate.
Il percorso della cooperativa affonda le radici nel 2008, quando si è deciso di dare una risposta concreta a due esigenze apparentemente distanti ma profondamente legate: la tutela dell’ambiente e la giustizia sociale. Da qui la scelta di recuperare terreni abbandonati e avviare coltivazioni biologiche, coinvolgendo in particolare donne in situazioni di vulnerabilità.
Nel tempo, questi spazi sono diventati molto più di campi coltivati: veri e propri luoghi di incontro. Le attività agricole si intrecciano con percorsi di inclusione e socializzazione, mentre le famiglie vengono coinvolte direttamente, anche attraverso esperienze di raccolta nei campi. Un modo per avvicinare le persone a un modello diverso di produzione e consumo, più sostenibile e partecipato.
L’attenzione all’ambiente, però, non è solo una scelta tecnica. È una visione più ampia che riguarda il modo di stare al mondo. «Non possiamo pensare alla giustizia sociale senza la tutela dell’ambiente», spiega Bavaro, evidenziando quanto i due aspetti siano inseparabili, soprattutto in un’epoca segnata dai cambiamenti climatici.
In questo contesto, la cooperativa porta avanti anche un messaggio educativo: nulla deve essere sprecato, né le risorse naturali né quelle umane. Gli scarti agricoli vengono riutilizzati, così come si prova a restituire valore a chi troppo spesso viene considerato ai margini.
Guardando al futuro, la sfida sarà quella di rendere questo modello sempre più diffuso e condiviso. Non solo un’esperienza locale, ma un esempio di come sia possibile coniugare lavoro, ambiente e inclusione. Perché, come emerge da questa storia, prendersi cura della terra significa anche prendersi cura delle persone.

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