Reggio, Crotone ma anche tanti altri Comuni al voto. Il “peso” politico delle Amministrative in Calabria
Le elezioni saranno un test e uno spartiacque sia per il centrodestra, con lo slittamento dell’allargamento della Giunta, sia per il centrosinistra. Ecco perché

LAMEZIA TERME Reggio Calabria e Crotone, sicuramente, ma anche altri Comuni importanti. Le Amministrative del 24 e 25 maggio in Calabria interesseranno quasi un’ottantina di enti locali, il 20% del totale, e per questo saranno anche un significativo test politico, perché arriveranno a distanza di poche settimane dal referendum sulla riforma della giustizia, che nella regione ha registrato la sconfitta del centrodestra eccezion fatta per la provincia di Reggio Calabria, e saranno una sorta di “ponte” con le future tornate elettorali, come le Politiche del 2027. Dunque, è una tornata elettorale anche “spartiacque”, alla quale le forze politiche guardano con particolare interesse, con grande attenzione e anche con qualche preoccupazione: poi vedremo il perché.
L’elenco
Intanto, questo il quadro. Sono per la precisione 79 i Comuni calabresi chiamati al voto a fine maggio. Di questi solo 5 superano i 15mila abitanti e quindi sono potenzialmente soggetti a ballottaggio: oltre ai due capoluoghi di provincia Reggio e Crotone, ci sono Castrovillari e San Giovanni in Fiore nel Cosentino e Palmi nel Reggino. Per un “soffio” non rientrano più in questo range Taurianova e Cirò Marina, che comunque sono altri due Comuni molto importanti chiamati al voto in questa tornata, così come – giusto per dirne uno – è importante Tropea, la capitale del turismo in Calabria, chiamata al voto dopo il commissariamento seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Ecco comunque l’elenco:
Provincia di Catanzaro: Amaroni, Andali, Belcastro, Carlopoli, Cerva, Davoli, Girifalco, Gizzeria, Martirano Lombardo, Montauro, Montepaone, Palermiti, San Vito sullo Ionio, Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Satriano, Serrastretta, Taverna.
Provincia di Cosenza: Buonvicino, Campana, Castrolibero, Castrovillari, Cerzeto, Dipignano, Falconara Albanese, Francavilla Marittima, Grisolia, Mandatoriccio, Marano Marchesato, Orsomarso, Papasidero, Paterno Calabro, Roggiano Gravina, San Fili, San Giovanni in Fiore, San Lorenzo del Vallo, San Pietro in Guarano, Sant’Agata d’Esaro, Tortora.
Provincia di Crotone: Cirò Marina, Crotone, Cutro, Rocca di Neto, Santa Severina, Savelli.
Città Metropolitana di Reggio Calabria: Anoia, Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Casignana, Cinquefrondi, Condofuri, Fiumara, Giffone, Maropati, Molochio, Montebello Jonico, Palmi, Pazzano, Platì, Reggio Calabria, Roccaforte del Greco, Samo, San Roberto, Santo Stefano in Aspromonte, Taurianova.
Provincia di Vibo Valentia: Acquaro, Briatico, Limbadi, Maierato, Monterosso Calabro, Ricadi, San Calogero, San Gregorio d’Ippona, Serra San Bruno, Spilinga, Tropea, Zaccanopoli.
Risvolti politici
Dunque anche in Calabria ora parte la corsa elettorale, una corsa che riguarda solo una parte della regione ma una parte comunque significativa. Queste Amministrative pertanto saranno un test importante dello stato di salute delle coalizioni e anche uno “spartiacque” per il futuro. Trionfale a ottobre nelle Regionali, il centrodestra del presidente della Regione Roberto Occhiuto ha invece subìto uno stop al referendum: si tratta di elezioni dalle dinamiche estremamente diverse, ovviamente, ma l’esito della tornata referendaria potrebbe essere un “segnale spia”, per questo le Amministrative per la maggioranza di governo sono tutt’altro che neutre. Basti pensare al “peso” del voto a Reggio Calabria, l’unica realtà territoriale che ha visto vincere il sì al referendum; qui in campo c’è un big della politica regionale come Francesco Cannizzaro, coordinatore regionale di Forza Italia, candidato sindaco impegnato nella sfida con Mimmo Battaglia, alfiere del centrosinistra e a suo tempo già capogruppo Pd alla Regione. Ma anche Crotone è una piazza importante per Forza Italia e il centrodestra, che punta sulla vittoria bis dell’uscente Vincenzo Voce (ancora non si sa chi gli contrapporrà la coalizione progressista). Una partita dunque delicata, le Amministrative, da affrontare con la massima attenzione e con la massima priorità, e non a caso – spiegano gli analisti – fronte centrodestra anche il dossier dell’allargamento della Giunta regionale da parte del governatore Occhiuto con l’ingresso di un assessore per la Lega e un altro per Noi Moderati verosimilmente sarà aggiornato a dopo il voto, quando gli equilibri saranno più assestati (e magari anche le polemiche sulla legge per i sottosegretari saranno meno aspre). Come in un gioco allo specchio, ovviamente, le Amministrative saranno un banco di prova anche per la coalizione di centrosinistra, chiamata a confermare i segnali di risveglio evidenziati con il referendum e con alcune battaglie fortemente identitarie come quella contro la reintroduzione dei sottosegretari: non sarà facile, perché nei due capoluoghi il centrodestra schiererà altrettante corazzate, ma la sfida sarà proprio questa, per un centrosinistra che anche alla Regione appare oggi più coeso che in passato. (a. c.)
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