Navigabilità dei laghi silani, Avs: «Serve rigore tecnico, non slogan turistici»
La nota del Coordinamento regionale, firmata da Maria Pia Funaro, insiste su controlli geotecnici, piani di allerta e limiti di carico sulle strade di montagna prima di avviare attività nautiche

COSENZA La navigabilità dei laghi della Sila torna al centro del dibattito politico regionale. Dopo l’approvazione delle modifiche alla legge regionale, con particolare riferimento al Lago Cecita, l’Alleanza Verdi Sinistra Calabria interviene con una presa di posizione netta firmata da Maria Pia Funaro, del coordinamento regionale.
«L’approvazione delle modifiche alla Legge Regionale sulla navigabilità dei laghi calabresi, con riferimento specifico al Lago Cecita, apre una fase di programmazione territoriale che l’Alleanza Verdi Sinistra (AVS) intende presidiare con estremo rigore. In un contesto segnato da una fragilità cronica, la navigabilità non può essere uno slogan turistico, ma deve rispondere a precisi indicatori di sostenibilità e sicurezza infrastrutturale».
«Navigabilità e Dissesto: un binomio inscindibile», si legge nella nota di AVS, che lega direttamente ogni intervento sul sistema lacustre alla stabilità idrogeologica del territorio.
Ogni scelta deve partire da una valutazione tecnica rigorosa: «Per AVS, la navigabilità deve essere esplicitamente collegata alla stabilità del suolo e alla risposta idraulica del bacino. Ogni incremento di traffico veicolare e ogni struttura di supporto devono essere valutati come carichi aggiuntivi su versanti già instabili, con riferimento rigoroso alle mappe del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI). Non accetteremo interventi che alterino il regime naturale delle acque o la capacità di laminazione delle dighe, specialmente in occasione di eventi meteorologici estremi sempre più frequenti».
Nella nota viene richiamato anche il tema delle infrastrutture, con un riferimento diretto al crollo del viadotto sulla statale 177 Sila-Mare a Longobucco. «Il monito di Longobucco: infrastrutture inadeguate e rischi indotti». «Parlare di “rilancio turistico” mentre le vie d’accesso alla Sila sono al collasso è paradossale. Il crollo del viadotto sulla statale 177 Sila-Mare a Longobucco rappresenta una ferita aperta, segno di una gestione fallimentare e prova provata della vulnerabilità della nostra rete stradale d’alta quota. È tecnicamente irresponsabile pianificare servizi turistico-nautici di massa senza aver prima verificato la resistenza delle infrastrutture secondarie e di montagna, già stressate dal dissesto. L’aumento del traffico pesante e logistico verso le aree lacustri deve essere condizionato alla messa in sicurezza definitiva del sistema viario e alla definizione di piani di emergenza certi». L’Alleanza Verdi Sinistra rivolge quindi richieste precise alla Regione Calabria e agli enti competenti. «Le richieste di Alleanza Verdi Sinistra alla Regione Calabria». «AVS richiama la Giunta e le Amministrazioni competenti a un atto di responsabilità, pretendendo che i regolamenti attuativi prevedano: Limiti di carico e Piani di Allerta: Vincoli di accesso rigorosi alle aree lacustri in caso di allerta meteo-idrologica e limiti precisi di carico sugli assi stradali montani; Monitoraggio e Prevenzione: Campagne di controllo geotecnico (inclinometri e piezometri) sui versanti e in prossimità delle dighe prima di attivare qualunque servizio nautico. Valutazione Ambientale Strategica: Un’analisi d’impatto aggiornata che integri esplicitamente il rischio idrogeologico e la sicurezza stradale. La navigabilità deve confluire in un Piano Integrato di Sviluppo Sostenibile dell’Altopiano della Sila che fissi parametri invalicabili di densità turistica». Nel passaggio conclusivo, AVS ribadisce la necessità di tenere insieme sviluppo e sicurezza: «La sostenibilità della Sila non è solo una questione estetica, ma un dovere tecnico di tutela dall’esondazione e dal dissesto. Alleanza Verdi Sinistra vigilerà affinché la legge sulla navigabilità non si traduca in un incremento disordinato di pressione sulle aree a rischio». Quindi l’affondo politico: «La politica regionale continua a trascurare la prevenzione, privilegiando la propaganda alla messa in sicurezza del suolo. Il crollo di Longobucco sia un monito, non un precedente».
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