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l’inchiesta

Droga e affari, il clan Emanuele-Idà nel cuore della ’ndrangheta reggina

Chat criptate e pentiti delineano un’organizzazione collegata al Crimine di Polsi

Pubblicato il: 09/04/2026 – 19:07
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Droga e affari, il clan Emanuele-Idà nel cuore della ’ndrangheta reggina

REGGIO CALABRIA Non è una realtà isolata quella che emerge dalle carte dell’inchiesta della Distrettuale antimafia di Catanzaro,  e dall’ordinanza del Gip Arianna Roccia,  culminata con gli arresti che hanno colpito la ‘ndrina delle Preserre vibonesi. Il clan Emanuele-Idà si muove dentro un sistema più ampio, connesso e strutturato, che guarda direttamente alla ‘ndrangheta reggina: al mandamento jonico per i traffici, alla Piana di Gioia Tauro per la logistica, fino al vertice rappresentato dal Crimine di Polsi.
A ricostruire questo quadro sono, da un lato, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Loielo, dall’altro le conversazioni intercettate sulla piattaforma criptata SkyEcc.
Nel ricostruire la faida degli anni ’80-’90 e l’ascesa del clan, il collaboratore offre anche un passaggio cruciale sui livelli superiori dell’organizzazione mafiosa.
Nel 2017, infatti, chiarisce la propria posizione nella gerarchia e la propria dote di ‘ndrangheta – il “trequartino” – indicando la copiata composta da Antonio Albanese, Rocco Molè e Antonio Pelle detto “Gambazza”. Un riferimento che, secondo gli inquirenti, dimostra il collegamento diretto tra il locale dell’Ariola e il Crimine di Polsi, storicamente luogo di sintesi e regolazione degli equilibri mafiosi della provincia reggina.

Le chat SkyEcc: i rapporti con il mandamento jonico reggino

Il secondo pilastro investigativo è rappresentato dalle conversazioni criptate sulla piattaforma SkyEcc, che documentano in maniera puntuale i rapporti operativi tra il clan Emanuele-Idà e gli appartenenti al mandamento jonico reggino. In particolare, emergono contatti costanti con: Giuseppe Giampaolo, alias Aguero, residente a San Luca, Pietro Parisi e Giuseppe Parisi “Popeye”, tutti e tre finiti in carcere ma anche con i riferimenti nella Piana di Gioia Tauro, con Michele Raso, di Polistena, anche lui in carcere e con Domenico Giardino, inteso Salvatore, nato a Taurianova ma residente a Polistena ai domiciliari.
Si tratta di interlocutori con i quali il gruppo intrattiene rapporti stabili nel traffico di stupefacenti, confermando un’integrazione concreta e continuativa con le strutture della ‘ndrangheta reggina.

Il traffico di droga

Emblematica la disponibilità di ingenti quantitativi di droga, come emerge dalle carte dell’inchiesta: «Per come si desume dagli atti relativi al segmento d’indagine inerente ai rapporti con la locride – scrivono gli inquirenti – le prime avvisaglie della disponibilità, da parte del clan Emanuele-Idà, di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, soprattutto del tipo marijuana, erano affiorate agli inizi del mese di giugno 2020, allorquando Franco Idà aveva comunicato a Giuseppe Giampaolo di avere la disponibilità di almeno mille chili di erba (Compà cel anno amici e il top … Che disponibilità c’è … 1000 chili fino a ieri erano disponibili). Dopo la cessione di circa 40 chili di marijuana a Giuseppe Giampaolo, il 12 giugno 2020, Michele Idà, utilizzando il criptofonino, solitamente in uso al padre Franco, contattava Michele Raso, utilizzatore del pin RHQM0G abbinato al nickname “Biondo90”, al quale, dopo essersi presentato, chiedeva se fosse interessato a recarsi in paese per visionare lo stupefacente di cui aveva disponibilità (Buon giorno compa sono il figlio se venite in mattinata scrivetemi prima che sono al piazzale così mi avvicino in paese se venite a vederla).
Raso ribatteva che gli avrebbe fatto sapere, chiedendo a Idà se nel frattempo avesse una foto da postare in chat; sul punto, Michele Idà rispondeva che sarebbe dovuto andare a scattare la fotografia nel luogo in cui la sostanza era occultata. Insisteva, pertanto, affinché l’acquirente si recasse da loro a prenderne visione: “Fra poco vi dico che devo avere conferma ” “Ok compa mi fate sapere voi” … “Ma una foto del pacco non lo avete “ “Del pacco sanno devo andare a farla ma io penso che vi conveniva venire così se vi
piace vi caccio quella che vi serve…Se poi volete la foto compa vela vado a fare “”Che vi dico come mi danno conferma “.

La trattativa per l’acquisto di marijuana

Alle successive ore 17.10 circa, Franco Idà veniva contattato da Michele Raso, il quale avviava la trattativa per l’acquisto di marijuana, per complessivi 5 chili e chiedeva se ci fosse la possibilità di portargliela, poiché non aveva la possibilità di mandare il “corriere” che abitualmente lavorava per lui. Franco Idà, dopo essersi presentato come il padre, asseriva che al momento non era nelle condizioni di mandare nessuno dei suoi sodali perché riteneva che fossero “seguiti a passo”; inoltre non sapeva se vi fosse ancora disponibilità di droga, atteso che nel frattempo era sopraggiunto cliente intenzionato ad acquistarla tutta e che avrebbero pagato contestualmente alla consegna “Qui la pagano subito…Se voi mi dite che sono i 5 lo vado a trovare subito e vede che dice…”.

Il “pacco” in autostrada

Poco dopo, Franco informava Michele Raso di essere riuscito a mettere da parte i 5 chili richiesti, chiedendo però all’interessato di recarsi a ritirarli. Raso confermava l’interesse, riservandosi di trovare un corriere, e chiedendo altresì la cortesia di avvicinare il “pacco” all’autostrada. Idà acconsentiva, ricordando che il pagamento sarebbe dovuto avvenire l’indomani: F: “Compa adesso è arrivato cela venduta però 5 veli caccio…Però deve venire a prenderla” “E mi devo organizzare…Devo vedere se trovo
qualcuno” … F: “Ditemelo se vi serve sennò gliela dò tutta a quello” “Compa mi serve…Ma che va la potete scendere fino al autostrada…Se vengo proprio nel paese “ “Questo lo faccio per voi…Vela scendo vicino all’auto strada” “Sicuramente vengo verso le 11 massimo mezzogiorno… Domani vi scrivo sempre per orario “ “Vedete se ci manda i soldi che gliela devo pagare… Così tutto il prossimo taglio lo prendo tutto io… Così vi do’i vostri”.

Gli “amici” di Polistena

I due interlocutori, successivamente, concordavano modalità della consegna – si legge nelle carte dell’inchiesta – e del confezionamento della sostanza, oltre al prezzo di acquisto, aggiornandosi al giorno seguente. Conclusa positivamente la cessione della sostanza in favore degli “amici di Polistena”, il giorno successivo, a riprova che il rapporto tra i narcotrafficanti era solido e votato alla reciprocità, era il gruppo Idà a chiedere a Michele Raso la fornitura di un piccolo quantitativo di cocaina. In particolare, il 14 agosto 2020 Franco Idà contattava Michele Raso, per chiedere la disponibilità di “bianca”. Raso chiedeva informazioni in ordine alla quantità occorrente poiché sapeva di un suo amico che era in possesso di un pacco aperto e che pertanto lo avrebbe potuto favorire. Franco Idà affermava che il quantitativo di cui momentaneamente necessitava era pari a 250 grammi, ma se avessero avuto delle dilazioni di pagamento avrebbe potuto acquistarne anche 500 gr., purché la sostanza fosse “a scaglia” , di buona qualità e buon prezzo: “Compà vi scrivo per chiedere se c’è un po’ di bianca”… “Compa quanto vi serviva…? …Che forse c’è un mio amico che ha un pacco aperto” … “È scaglia??” … “Ma non so se c’è na ancora…Quanto vi serve a voi… ? ” “Per adesso 250 così la pago subito se ci danno un po’ di tempo anche mezzo”, “Entro le 2 vi dico ” “Però ci devono rispettare con il prezzo è con la qualità” “La qualità e top…Il prezzo vi dico ”.

La compravendita di droga

Poco dopo Michele Raso comunicava a Franco Idà che quel suo amico aveva la disponibilità di soli 200 grammi, ma non era intenzionato a disfarsene. Gli riferiva altresì di un altro amico, che era in possesso di un pacco intero, ma che sarebbe stato disposto a cederla ad un prezzo non inferiore ai 40.000 euro (al chilo) Idà replicava che sebbene quel prezzo fosse esagerato, era disposto ad acquistarne 250 grammi.
Raso, a giustificazione del prezzo elevato, affermava che la sostanza era stata acquistata a 36.500 euro (al chilo), sicché non era possibile scendere “di qualche punto” “E mi sembra male di togliere qualche punto perché ha comprato un pacco a 36.5”. Franco Idà ribadiva l’interesse ad acquistare 250 grammi, precisando che il lunedì seguente avrebbe provveduto al ritiro e pagamento contestuale della sostanza “Ma posso prendere 250 per adesso???? ” “Se voi la volete gli dico di sì” , ”Se mi da 250 g io lunedì mando con i soldi e la prendo” “Ok compà”. Seguivano conversazioni tra Raso e Marco Idà, che assumeva il compito di andare a ritirarla: “dove ci vediamo “… “Come esce a rosarno va avanti e gli viene sulla destra compa” … “Alla fenice a rosarno…Alla colonnina…Sennò” “Compa come esci vai per il paese…E sulla destra ti viene sto bar…Mandami qualche foto che ti spiego”, “Che macchina ha” “Grande punto bianca…A una maglia verde a qua” … M: “Io panda bianca…Mo arrivai…Ma nn c ’è la punto” … “Lo avete visto?…Fate che vi fa strada compa…Ditelo” . “Si okkkk). Il perfezionamento della consegna è conclamato dai messaggi successivi: “Compa…Allora?” , ”Compà tutto a posto” . (redazione@corrierecal.it)

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